Azienda di Curtatone ricattata dagli hacker

L’e-mail fasulla innesca il black out nei pc: «Vi abbiamo criptato i dati. Pagate se li rivolete»

CURTATONE. L’e-mail è arrivata nel tardo pomeriggio di venerdì, camuffata da una richiesta di pagamento fatture dell’Enel. Una comunicazione fasulla, certo, ma quant’era simile a una richiesta ufficiale: il logo di Enel, il codice a barre. Ma quando hanno aperto quell’e-mail, per titolari e dipendenti della Givigomma di via Lombardia a Curtatone sono iniziati i guai. Lo schermo del computer usato per aprire la comunicazione è diventato all’improvviso scuro.

Poi è apparsa una schermata con un messaggio assai minaccioso: «Attenzione: abbiamo criptato vostri file con il virus CryptOlOcker. Clicca qui per pagare i file di recupero». Insomma, un ricatto vero e proprio. Anche se compiuto senza armi e violenza, e chissà da quale sperduto posto del mondo, grazie all’informatica. E la cosa più grave dovevano ancora scoprirla: tramite le cartelle condivise e la posta elettronica, il virus (di genere trojan, comparso nel tardo 2013, si legge su Wikipedia) si è rapidamente propagato negli altri pc in uso all’azienda. In breve, insomma, l’intera attività della ditta è stata paralizzata.

Alla Givigomma non sono stati a guardare: hanno cercato subito su internet, collegandosi da altri dispositivi, informazioni su CryptOlOcker: «Abbiamo trovato una segnalazione della polizia postale che, proprio quel giorno, lanciava l’allarme per questo tipo di minaccia. Abbiamo trovato anche un comunicato dell’agenzia di stampa Adnkronos che forniva ulteriori informazioni».

Insomma, a quel punto non è rimasto altro che segnalare il caso alla polizia e chiamare due programmatori che dallo scorso fine settimana sono al lavoro per cercare di recuperare i dati e permettere alla Givigomma di riprendere l’attività: «Ogni giorno di paralisi – dicono – sono 30-40mila euro di danni». La ditta colpita ha chiamato la Gazzetta per mettere le altre aziende in allarme, ed evitare altri danni.

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