Pagelle verdi di Mantova: i lungolago sono due gioiellini, ma di sera si svuotano

Una veduta del lungolago Gonzaga

La pecca sono le discese dalla strada all'area verde, il fondo è poco adatto a biciclette e passeggini. Un peccato che questi fiori all'occhiello siano scarsamente fruibili dopo il tramonto anche d'estate per un'illuminazione sì suggestiva ma ridotta all'osso

MANTOVA. E’ sicuramente una delle aree verdi più frequentate da mantovani e turisti la passeggiata del lungolago, un percorso di circa 10 chilometri che si snoda tutto intorno alla città abbracciandola idealmente. E non poteva che iniziare con i lungolago Gonzaga e Mincio il nostro viaggio alla scoperta dei parchi cittadini, tra pulizia e degrado, tra iniziative di sviluppo e criticità da migliorare.

La ciclabile del lungolago Mincio

Illungolago Gonzaga costeggia il lago Inferiore, mentre il lungolago Mincio quello di Mezzo. Insieme "proteggono" il castello di San Giorno, alle spalle del centro storico cittadino. Sono frequentato dai mantovani ma anche da numerosi turisti che, soprattutto in questo periodo dell’anno, vengono attratti dalla particolarità del luogo oltre che dal percorso ciclabile che permette di ammirare la città da una prospettiva inusuale. Numerosi sono inoltre i mantovani che utilizzano il percorso ciclabile per correre o camminare con i cani.

Un tratto molto frequentato che presenta un primo problema legato alle discese necessarie per raggiungere l’area verde dalla strada. La maggior parte di queste è ghiaiosa, inadatta ad essere percorsa in sicurezza con biciclette o passeggini e diversi punti del lastricato rendono contro di una scarsa manutenzione; ci sono buche e avvallamenti spesso coperti da sassolini che contribuiscono ad aumentare il rischio cadute. Il problema sembra invece inesistente nel tratto di lungolago Belfiore dove un recente intervento di riqualificazione permette ai ciclisti di passeggiare in tranquillità.

Una delle discese poco agevoli sul lungolago Gonzaga

Come la ciclabile anche l’area verde, è decisamente frequentata, totalmente accessibile ai visitatori e ben attrezzata con tavoli e panchine in posizione panoramica tenuti in buono stato. Sono presenti alcune fontanelle, curate e funzionanti così come anche le rastrelliere per le biciclette. L’area è pulita, nonostante alcune scritte e poche bottiglie abbandonate in punti più nascosti ma i visitatori abituali hanno confermato che il servizio di nettezza urbana è ben organizzato e presente, attribuendo la sporcizia alla maleducazione dei visitatori ed all’assenza dei controlli.

Una lattina abbandonata sul lungolago Gonzaga

La sensazione generale che si ricava è quella di un’area manutenuta a macchia di leopardo con punti curati e zone dove l’erba è mal tagliata e decisamente secca. «Il tratto migliore è di fronte al bar Papa’s» ci racconta un pensionato che percorre tutti i giorni la ciclabile «sempre in ordine, innaffiato e tagliato regolarmente».

Lo sfalcio dell'erba sul lungolago Mincio

Il vero problema del lungolago però sembrerebbe la sicurezza: molto frequentato di giorno, il parco diventa praticamente deserto di notte. L’illuminazione, suggestiva ma scarsa, corre lungo il perimetro della ciclabile limitando i punti percorribili e creando ampie zone totalmente buie. L’assenza di controllo da parte delle forze dell’ordine contribuisce a far si che davvero pochi cittadini si sentano così sicuri da attraversare il lungolago dopo il tramonto anche in compagnia.

LA NOSTRA PAGELLA

La nostra pagella ai lungolago Gonzaga e Mincio

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