Caccia a idee giovani per ripensare le aree abbandonate

Ventiquattro studenti da Cina e Australia al lavoro per ridare vita all’area verde del vecchio cimitero del Gradaro e a Fiera Catena

MANTOVA. A chi affidare il rilancio e la rigenerazione di aree urbane da lungo tempo ormai dismesse? Alle future generazioni ovviamente, quelle che la città la vivranno nei prossimi anni.

È partito ieri il «Tap design workshop», la summer school internazionale realizzata dal polo territoriale di Mantova del Politecnico di Milano in collaborazione con l’università Tonji di Shanghai e l’università di Adelaide in Australia. Il progetto di quest’anno si intitola «Mantova waterfront», e prevede due settimane di lavoro, fino al 25 luglio, con un obiettivo ambizioso: la riqualificazione delle aree verdi del vecchio cimitero in zona Gradaro e dell’adiacente area di Fiera Catena.

I protagonisti? Ventiquattro studenti, selezionati dalle tre università (otto per ateneo), che per due settimane vivranno a stretto contatto e lavoreranno assieme sul progetto, una simulazione che sarà loro utile in vista di impegni futuri più concreti: «La zona del Gradaro - ha spiegato Matteo Moscatelli del Politecnico, uno dei coordinatori del progetto - deve essere inserita in un contesto più ampio di rigenerazione complessiva per la città. Speriamo che il progetto sia utile a tutta Mantova, per gli studenti coinvolti sarà un’esperienza di lavoro, oltre che di vita, utilissima».

Per andare a operare su una zona così servono temi e obiettivi chiari: «Il progetto ha quattro finalità - prosegue Moscatelli - in primis quella di rendere la zona attrattiva ventiquattr’ore al giorno per tutto l’anno. Deve essere poi confortevole in termini di accessibilità e sicurezza, sostenibile dal punto di vista economico e ambientale e legata all’identità della città. Ecco cosa chiediamo agli studenti».

Particolare importanza nel lavoro che aspetta i ragazzi nelle prossime due settimane la avranno il design degli spazi aperti, con focus su percorsi pedonali e ciclabili e sulle vie di accesso e di collegamento con il resto della città. Anche le aree verdi dovranno avere un occhio di riguardo e verrà studiato pure un padiglione da usare come spazio espositivo per le tipicità alimentari di Mantova.

Alla presentazione del progetto, condotta dal vicerettore del polo di Mantova Federico Bucci assieme ai colleghi di Adelaide George Ziliante e di Shanghai Jian Long Zhang, era presente anche il neo assessore all’ufficio Unesco Paola Nobis, al debutto ufficiale: «È fondamentale trasmettere alle generazioni future i valori del’essere città patrimonio Unesco - ha spiegato - la zona del Gradaro ha bisogno di interventi tempestivi, è in degrado ma è molto amata dai mantovani. Da parte nostra c’è la totale volontà di proseguire la collaborazione con il Politecnico e con la cattedra Unesco, che da quattro anni possiamo vantarci di possedere».

L’accordo tra le università prevede tre edizioni del «Tap design workshop», con cadenza annuale e ospitate a turno dalle tre sedi. Nel 2014 toccò a Shanghai, con la riqualificazione della tradizionale unità abitativa di Lilong, e nel 2016 si volerà ad Adelaide, per l’ultima tappa del progetto.

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