Un albergo in Ungheria, Bottoli ora spinge ad Est

Una simulazione di come sarà l'hotel: siamo in una stazione termale vicina al confine austriaco

Nuova commessa all’estero: contratto da 6,8 milioni. Progettazione a Mantova. Una ventina di cantieri con base in Slovacchia. C’è anche il convento di monache

MANTOVA. La domanda interna non riesce a rialzare la testa e allora per le imprese la soluzione può arrivare dall’estero. È uno schema che la crisi ha consolidato in molti settori, meno nell’edilizia. Ma anche nel mattone si può sorridere oltreconfine e lo dimostra la parabola est-europea della Bottoli: dal 2009 ad oggi venti cantieri in Slovacchia e un paio in Ungheria. Dove ora arriva una nuova chance: la Hlg Stav Bottoli - il braccio estero del gruppo del presidente dei costruttori di Confindustria - si sta mettendo al lavoro per realizzare l’hotel Mjus, al servizio della stazione termale con parco acquatico di Kormend, vicino al confine austriaco (siamo a un centinaio di chilometri da Graz). È un contratto da 6,8 milioni di euro per una struttura a tre stelle.

«Siamo estremamente soddisfatti per questo importante appalto – commenta Francesco Bottoli, amministratore unico di Bottoli Costruzioni – significa che la nostra strategia di approccio all’Est Europa è corretta e sta dando buoni risultati. L’investimento finanziario è italiano ma senza la nostra presenza in Slovacchia, ormai consolidata a seguito della realizzazione di 20 diversi cantieri dal 2009, e senza l’esperienza in Ungheria del 2011-2012, non saremmo riusciti a ottenere questo lavoro. Il fatto che ci sia stata affidata anche la progettazione esecutiva testimonia lo sviluppo di know how ed esperienza che Hlg Stav Bottoli ha maturato in questi anni. Una ulteriore sfida è costituita dai tempi: dobbiamo realizzare il tutto in 10 mesi, un lasso davvero ridotto». I lavori sono iniziati il mese scorso e la consegna è prevista per il 30 aprile 2016.

L’operazione, al di là del fatto che la società è al 100% di Bottoli, ha ricadute mantovane nella misura in cui progettazione, direzione tecnica e ufficio acquisti saranno quelli di Valdaro (mentre i dipendenti diretti in Slovacchia, sede della Hlg Stav, sono dieci, ai quali si aggiungono collaboratori esterni).

I precedenti cantieri di Bottoli nell’Est europeo avevano interessato soprattutto edilizia industriale (sia recupero e ampliamento di vecchie fabbriche che costruzione di nuove), con qualche incursione nel civile. E, tra l’altro, con un impegno per la realizzazione di un monastero per benedettine di clausura: un’operazione che ha la testa nel convento ascolano di San Marco di Offida ma il suo radicamento in Slovacchia, dove i lavori sono già avviati.

«Le difficoltà del comparto edilizio italiano permangono – chiude Bottoli – ma segnali come l’appalto dell’Hotel Mjus sono un’iniezione di fiducia e ottimismo, importanti nell’attività quotidiana nel nostro settore».

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