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Rodigo, dilaga la protesta sulle maxi bollette dell'acqua

L’opposizione attacca il sindaco Chizzoni: se la prende con la Sicam, ma quando poteva non si è mai opposto

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RODIGO. «L’ennesima battaglia contro i mulini a vento». Così il consigliere d’opposizione Maurizio Bulgarelli liquida l’intenzione del sindaco di Rodigo, Gianni Chizzoni di cavalcare la protesta dei cittadini contro le maxi-bollette recapitate da Sicam per la depurazione delle acque, ricorrendo alla Corte dei Conti e cercando di cambiare gestore del servizio idrico.

«E’ inutile fare proclami pubblici e prepararsi a combattere la società del gruppo Sisam a suon di avvocati pagati dai cittadini – commenta Bulgarelli – . Esistono le sedi opportune dove un sindaco dovrebbe battere i pugni sul tavolo per far valere i diritti della comunità».

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Il consigliere svela che Chizzoni era a conoscenza da tempo dell’incremento tariffario di Sicam ed aggiunge: «L’amministrazione comunale deliberò l’uscita dalla compagine sociale di Sisam nel 2013, ma finora il sindaco non ha mai intrapreso alcuna azione concreta per cercare di inserire Rodigo nell’area del Medio Mantovano, gestita da Tea Acque. Dunque oggi ci troviamo in una situazione paradossale, poiché il nostro Comune non beneficia più dei dividenti azionari della società, ma i cittadini devono ancora pagare le tariffe salatissime di Sicam, che continua a gestire la depurazione delle acque».

Il consigliere prosegue sottolineando: «A Piubega e Gazoldo, dove le rispettive amministrazioni hanno fatto sentire la loro voce in Sisam, i lavori per la costruzione dell’acquedotto inizieranno entro il 2016, proprio come avverrà a Castellucchio, il cui territorio sarà collegato all’adduttrice di Tea»

« Il nostro Comune, invece, resterà isolato, poiché è stato escluso dai piani d’investimento di tutte le società».

In realtà, il progetto di Sisam contempla che anche l’abitato di Rodigo, in un futuro non precisato, possa essere allacciato all’adduttrice Piubega-Gazoldo.

Rivalta, invece, non rientra in alcun programma. L’acquedotto, però, non sembra piacere a tutti, come dimostra il caso di Castellucchio, dove è in corso un sondaggio sulla pagina facebook del comitato civico.

«Una cinquantina di famiglie ha già espresso la propria contrarietà al progetto – spiega Simone Cecchin, promotore del sondaggio –. Non sono pochi se si considera che i membri del gruppo sono 655. Questo dimostra quanto forte sia la preoccupazione dei cittadini nei confronti dei rincari previsti per il servizio idrico». E nelle prossime settimane la protesta potrebbe aumentare mettendo l’amministrazione di fronte a scelte diverse.

Rita Lafelli

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