Pagelle verdi di Mantova: giardini Valentini, tanto potenziale ma troppo poca sicurezza

Il parco è ben tenuto, da anni però è diventato rifugio per senzatetto e sbandati rovinandone la reputazione. Anche l'ultima rassegna ideata per vivacizzarlo è stata subito spostata sul Lungorio perché ritenuto più sicuro

MANTOVA. Raccolto, ombreggiato e rigoglioso sono gli unici termini che vorremmo usare per descrivere i Giardini Valentini, quarta tappa del nostro viaggio nelle aree verdi mantovane. Invece il parco, stretto tra corso Vittorio Emanuele e via Alberto Mario è tristemente famoso per i gruppi di sbandati che lo frequentano ormai da anni. "Ogni misura di sicurezza sembra essere inutile” denunciano alcuni residenti dei palazzi che si affacciano sui giardini. “Ormai non contiamo più le chiamate alle forze dell’ordine per danneggiamenti e risse tra ubriachi”.

“Anche parcheggiare le biciclette nelle rastrelliere è diventato impossibile”, aggiunge un’anziana che vive nel quartiere. “Nel migliore dei casi le ritroviamo danneggiate o con le ruote bucate”.  

E sì che il giardino, a un primo impatto sembra un luogo adatto dove sostare all’ombra degli alberi o passeggiare in tranquillità. Il verde è ben tenuto, con particolare attenzione agli alberi più vecchi, potati e controllati regolarmente. Lo stesso si può dire anche di panchine e cestini così come del percorso pedonale che si può attraversare con facilità anche in bicicletta.

LA FOTOGALLERY dei giardini Valentini

L’area verde, inoltre, è completata da alcuni bagni pubblici recentemente puliti e resi agibili. Insomma un vero e proprio scrigno verde nel centro di Mantova.

A un occhio più attento non sfuggono però le telecamere che sorvegliano gli ingressi o i cartelli che avvisano degli orari di apertura dei giardini Valentini, che, nonostante la presenza di lampioni a garanzia di illuminazione notturna, chiudono i cancelli nel tardo pomeriggio. Le misure dovrebbero garantire maggior sicurezza ma di fatto non impediscono a gruppi di senzatetto - “sempre gli stessi” raccontano in molti – di scavalcare il muro di cinta e trascorrere impunemente la notte nel parco usandolo come ricovero e come latrina a cielo aperto.

Questa situazione, che i cittadini imputano allo scarso controllo da parte degli enti preposti e alla mancata puntualità dei volontari che si occupano dei cancelli, è testimoniata con rabbia e tristezza da un pensionato mantovano la cui vita è strettamente legata ai giardini Valentini. “Qui venivo a giocare negli anni ’60 - racconta - abitavo nelle vicinanze e il parco era bello e ben frequentato”. E aggiunge “sempre qui si sono conosciuti i miei genitori negli anni ’40 quando i Valentini erano uno dei ritrovi più amati dai giovani mantovani che si riunivano per stare insieme, ballare e ascoltare musica”.

Proprio dalla musica si è tentato di ripartire quest’anno per riqualificare i Valentini con una serie di iniziative dedicate agli anziani ma aperte a tutti e spostate, dopo il primo appuntamento, sul Lungorio, considerato più sicuro e semplice da controllare. Insomma, sembra proprio che i giardini Valentini non riescano a togliersi di dosso la nomea di dormitorio a cielo aperto di sbandati e senzatetto allontanandosi sempre di più dai racconti nostalgici dei fasti di una volta.

LA NOSTRA PAGELLA

La nostra pagella ai giardini Valentini

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