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Mantova. Febbre del Nilo: ok i test su 1.900 donatori Avis

Il paziente di Revere leggermente migliorato, attesa per l’esito delle analisi. E i tecnici dell’Asl trovano la presenza del virus anche su una gazza selvatica

di Francesco Romani
1 minuto di lettura

MANTOVA. Il virus della febbre del Nilo, malattia tropicale ormai stabilmente diffusa in pianura padana, non si è ulteriormente espanso nel corso degli ultimi anni. I due casi accertati, più quello sospetto, verificatisi negli ultimi 20 giorni sono numeri in linea con quelli attesi dagli esperti. A confermarlo, anche il confortante riscontro che viene dall’Avis, l’associazione dei donatori di sangue, che dal 13 di giugno ad oggi ha sottoposto a test specifico per il virus della febbre del Nilo 1.900 donatori, non riscontrando in nessun caso la presenza della malattia in atto.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Terzo caso di febbre del Nilo in 20 giorni]]

La concentrazione dei casi in questa fine estate sarebbe invece dovuta a motivi climatici, con un periodo leggermente umido dopo una estate particolarmente secca che ha, di fatto, liberato molti insetti in questo fine mese. Il 13 agosto scorso, infine, il servizio veterinario dell’Asl ha segnalato comunque la circolazione del virus riscontrata in uccelli selvatici, in particolare delle gazze.

IL CASO DI PEGOGNAGA

Proprio da quella data il test per la ricerca del West Nile virus (questo il nome internazionale della malattia) viene eseguito su tutte le sacche di sangue, plasma e piastrine donate nella provincia di Mantova. La misura sarà attiva sino al prossimo 30 novembre. Dall’11 giugno scorso, però, la presenza del virus era stata segnalata in province vicine come Cremona, Reggio Emilia, Modena, Ferrara. Le regole delle donazioni prevedono che chi transita in queste zone nelle ore serali (quando le zanzare sono attive), si sottoponga al test. «Di fatto – spiega il direttore sanitario dell’Avis mantovana e medico trasfusionista al Poma, Enrico Capuzzo – ad oggi il test è stato eseguito su circa 1.900 donatori, tutti risultati negativi».

Il test viene eseguito contestualmente alla donazione ed il risultato si ha in giornata. Diverso il caso dei pazienti ricoverati con sintomi da febbre del Nilo per i quali serve la conferma dell’istituto di virologia dell’ospedale San Matteo di Pavia. È il caso del 71enne di Revere, ieri leggermente migliorato, ma ancora in Rianimazione. Per lui i medici hanno stilato un referto di sospetto, in attesa dei riscontri delle analisi.

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