Torriana di Serravalle verso la rinascita La chiesetta al Comune

Avviato l’iter per la tutela culturale e la cessione da parte della diocesi Il sindaco: dopo la ristrutturazione potrà essere aperta a visite turistiche

SERRAVALLE. È l’edificio storico di maggior valore a Serravalle a Po. Per questo l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Tiberio Capucci ha deciso di prendersi a cuore le sue sorti destinandolo a meta turistica, dopo che il terremoto del 2012 ne aveva compromesso la stabilità. Ma, come a volte capita con edifici che hanno secoli di vita, non è stato semplice per il Comune venire a capo di rebus e intrichi proprietari.

La buona notizia è che ora la diocesi, al quale il bene appartiene, ha avviato la pratica di cessione gratuita dell’edificio al Comune. Da parte sua, la giunta municipale ha incaricato due specialisti per giungere al riconoscimento di bene vincolato, cosa che al momento non è presente negli incartamenti. Quando le due pratiche giungeranno al termine, confluiranno in un atto di cessione notarile.

Un passo indietro. Nel 2012 la furia del terremoto nel Basso Mantovano si abbatté anche sulla chiesetta che dà sulla provinciale Ostigliese. L’edificio, costruito attorno al 1650, era parte di un complesso che dal ’300 era di proprietà dei Gonzaga con il nome di “Mantovana”, ultima linea difensiva, assieme al castello, distrutto nel 1801, del confine con i territori veronesi e ferraresi della zona ostigliese.

Attorno alla chiesa, che contiene affreschi sulla vita di San Luigi, furono costruiti palazzi fra ’700 e ’800 con richiami ai chiostri giulieschi di S. Benedetto Polirone. La facciata è stata ripetuta, nell’800, anche sulla testata della casa padronale come pendant architettonico. L’ex canonica oggi ospita un ristorante.

Dopo i lavori di messa in sicurezza con la decisione di rimuovere il piccolo campanile, ormai pericolante, l’amministrazione ha deciso di farsi carico della salvaguardia del bene. «Siamo andati alla ricerca dei proprietari – spiega il sindaco Capucci –. E non è stato per nulla facile, essendo un bene secolare. Alla fine abbiamo raggiunto una dozzina di presunti titolari con l’intenzione di proporre loro un passaggio di proprietà al Comune, in modo da poter procedere con i lavori di risanamento».

Il colpo di scena avviene alcuni mesi fa. Quando è tutto pronto per andare davanti al notaio, ci si accorge che esiste un atto che attribuisce la proprietà all’istituto per il sostentamento del clero, organo della diocesi. Un atto mai contestato e ribadito con un decreto del ministero degli Interni del gennaio 1987. «A quel punto sapevano che l’unico proprietario ritenuto legittimato era la diocesi. Ma la cessione del bene – spiega ancora il primo cittadino – era stavolta ostacolata dalla verifica dell’interesse culturale, ovvero della tutela e del vincolo architettonico e storico». Un atto che non viene ritrovato fra le numerose carte. Ma il Comune deve dimostrare che vuole acquisire la chiesa per salvare un bene storico. Da qui l’assegnazione alla dottoressa Paola Bassani, docente di architettura al polo regionale di Mantova del Politecnico, e all’architetto veronese Doriano Boldrini, che si è infatti laureato con la Bassani con una tesi proprio su Torriana. Entrambi non hanno richiesto compensi per la loro prestazione, ma solo il rimborso spese.

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