Casa di riposo lager: indagati dodici dipendenti

La casa di riposo

Le riprese video dei carabinieri, dopo un mese e mezzo di indagini, incastrano gli operatori socio sanitari. Il procuratore: "Una violenza inaudita"

REVERE. Dodici dipendenti della casa di riposo di Revere sono stati indagati dalla Procura di Mantova per maltrattamenti agli anziani. Una storia terribile, venuta alla luce grazie ad una segnalazione inoltrata ai carabinieri di Revere e di Gonzaga. Il Nucleo operativo di Gonzaga, coordinato dal maresciallo Nicola Meneguzzo, appena ricevuto l'input dalla Procura, ad aprile ha installato nella struttura videocamere e microfoni nascosti. Dopo oltre un mese di riprese e raccolti tutti gli elementi utili, il procuratore capo Antonino Condorelli, ha chiuso il fascicolo. Risultato: indagati per maltrattamenti dodici dipendenti, operatori socio sanitari della struttura di proprietà comunale, gestita dalla Sereni Orizzonti di Udine insieme alla Coop Asso.

Vista la gravità dei fatti contestati - Condorelli ha commentato le immagini riprese "una violenza inaudita" - lo stesso procuratore ha inoltrato al giudice la richiesta di arresto con relativa detenzione in carcere per tre operatrici e gli arresti domiciliari per altre quattro colleghe. Il giudice Matteo Grimaldi per il momento ha deciso invece misure più lievi per le tre operatrici per cui era stato chiesto l'arresto: due di loro, cioè, non potranno lavorare in altre case di riposo per dieci mesi e una di loro per sei mesi. Ciò non toglie, comunque, che tutti e dodici gli operatori restino indagati. A breve saranno tutti interrogati dal giudice per le indagini preliminari perché c'è il forte sospetto che gli indagati possano essere anche di più, cioè che altri  dipendenti, anche se non responsabili delle violenze, fossero comunque a conoscenza dei fatti e coprissero i colleghi.

Si diceva, dunque, fatti di estrema gravità e di una violenza inammissibile. Le riprese video raccolte dai carabinieri di Gonzaga testimoniano le angherie subite dagli anziani: offese di tutti i tipi, le più leggere delle quali erano "brutto vecchio ti uccido", "sei già moribondo", ma soprattutto percosse su braccia, gambe e mani. In un caso, uno degli operatori viene addirittura ripreso mentre raccoglie da un pannolone gli escrementi di un anziano e glieli spalma sul volto.

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