Mantova, protesta dei precari esclusi dalle assunzioni. Arrivano i carabinieri

Una cinquantina di docenti si è presentata alle operazioni per l'assunzione di supplenti per chiedere chiarimenti al Provveditorato sul mancato rispetto di una sentenza del Consiglio di Stato. Sono stati loro stessi a chiamare le forze dell'ordine per verbalizzare le accuse. "I giudici dicono che avevamo il diritto di essere assunti a tempo indeterminato. Dovevano interrompere le operazioni" dicono i contestatori. Che ora annunciano azioni legali

MANTOVA. Protestano gli insegnanti precari esclusi dalle assunzioni della Buona scuola, arrivano i carabinieri. Doveva essere uno dei tanti appuntamenti di rito che caratterizzano l'inizio di ogni anno scolastico: la chiamata degli insegnanti per le supplenze annuali. Ma alla scuola media Alberti, sede scelta dal Provveditorato per riunire i docenti in attesa dell'incarico annuale, sono arrivate anche alcune decine di docenti precari che chiedevano spiegazioni sulla mancata applicazione da parte dell'ufficio scolastico della sentenza con cui, pochi giorni fa, il Consiglio di Stato ha di fatto annullato le immissioni in ruolo (vale a dire assunzioni a tempo indeterminato) dei precari inseriti nelle cosiddette Gae, le graduatorie ad esaurimento. Sono stati gli stessi precari a chiamare i carabinieri perché verbalizzassero le loro rivendicazioni.

Questione difficile da comprendere per chiunque non faccia parte del mondo della scuola e delle sue arzigogolate procedure per l'assunzione del corpo insegnante. A rendere più complicata la situazione sono la raffica di ricorsi presentati da migliaia di precari in tutta Italia ai Tribunali amministrativi contro le procedure adottate dal Ministero per l'attribuzione dei posti  in attuazione della legge sulla "Buona scuola". Legge che sta dividendo non solo il mondo politico ma lo stesso mondo della scuola, da cui sono partiti in questi mesi numerose  lamentele e critiche in particolare dai sindacati di categoria e da una buona parte degli insegnanti precari esclusi dalle nomine o costretti a trasferirsi anche centinaia di chilometri dal luogo di residenza per non rinunciare al posto.

La protesta, questa volta, è andata in scena all'inizio dei lavori della commissione del Provveditorato che si occupa della chiamata per le supplenze annuali. In particolare la seduta era dedicata alle scuole elementari. All'inizio dei lavori un nutrito gruppo di precari ha chiesto chiarimenti ai funzionari sulla mancata applicazione della recentissima sentenza con cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di 3mila precari esclusi dal giro di assunzioni (già iniziato in agosto) previsto dalla riforma, stabilendo così che anche loro hanno diritto a essere inseriti in quelle graduatorie. In altre parole, applicando la sentenza, sarebbero da rifare tutte le assunzioni aggiungendo quei tremila insegnanti. Di questi una cinquantina, secondo le stime dei sindacati, sono precari mantovani.

"Ma qui a Mantova, contrariamente a quanto avvenuto in altre province, in particolare in Emilia , l'amministrazione scolastica va avanti come se nulla fosse _ sostengono i precari che hanno messo in scena la protesta _ siamo qui per chiedere ai funzionari dei chiarimenti. Non stanno rispettando la sentenza del Consiglio di Stato". Va detto che il Ministero, a proposito del verdetto degli alti giudici della Corte, ha escluso di rimettere in discussione le assunzioni già fatte. L'idea è di rimandare l'assunzione dei tremila precari aventi diritto, l'anno prossimo.

Ma i precari non ci stanno. Ieri mattina sono stati loro stessi a chiamare i carabinieri, a cui si è aggiunto successivamente un funzionario della Digos. I carabinieri hanno identificato gli autori della protesta (è quello che loro stessi volevano). Ora gli insegnanti faranno una relazione di quanto avvenuto, compreso l'intervento delle forze dell'ordine, e la spediranno ai loro legali che la utilizzeranno per nuovi atti.

Le nomine delle supplenze, anche se con un certo ritardo, si sono completate nel corso della mattinata.

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