Maxi striscione dei tifosi Ferrari per l'addio all'amico Simone

L'addio a Simone Mattinzoli

Lo stendardo più grande d'Italia retto dai tanti amici ha salutato per l'ultima volta il 44enne morto in scooter

MONZAMBANO. Ultimo saluto per Simone Mattinzoli, il 44enne deceduto venerdì sera dopo una tragica caduta dallo scooter sulla strada dei Colli a Olfino. La parrocchia di Monzambano era gremita di persone provenienti anche dai paesi limitrofi come Ponti e Peschiera. Persino il sagrato era colmo di amici e la via principale: le navate infatti, non sono riuscite ad accogliere amici di ogni età, per accompagnare il Ligabis, come veniva chiamato, in questo suo viaggio. Quell’amico che come ricorda qualcuno, aveva la parvenza dell’uomo felice, ma gli occhi dicevano il contrario.

L'addio a Simone Mattinzoli

Simone aveva vissuto momenti bui, tuttavia ciò che ha lasciato alla comunità monzambanese è grande. Fan del Cavallino era stato il co-fondatore del club Ferrari Colli Morenici: nel piazzale antistante la chiesa, i ragazzi hanno infatti esposto lo striscione più grande d’Italia, 12x40 metri. Il parroco Don Luigi Milani il quale ha officiato la Santa Messa, ha paragonato il gesto come l’ultimo abbraccio dei ragazzi di Monzambano, degli amici più cari. Addirittura la macchina di Matteo Cressoni, pilota voltese di Formula 3, ieri ha corso con la dedica, “Ciao Liga”.

Una personalità complessa quella del Ligabis, in grado di compiere gesti sensazionali, estrosa ed originale, tuttavia dilaniata dall’inquietudine. Quell’ansia che seppur l’ha fatto inciampare, non gli ha impedito di essere amato dalla propria gente. Tutti ricordano infatti, la sua disponibilità, la generosità, le risate e le battute. Devastante il dolore sui volti della madre, così come il padre, del fratello, quest’ultimi presenti subito dopo lo schianto.

L'addio a Simone Mattinzoli

Simone, ambulante, vendeva abbigliamento, separato da un recente matrimonio, non aveva figli: dopo un periodo di stop, era tornato e voleva ricominciare. Aveva infatti chiesto lo spazio in occasione della Festa dell’Uva oramai alle porte. Le persone a lui più vicine erano contente del suo ritorno anche in vista del prossimo 16 settembre, giorno del suo quarantacinquesimo compleanno. E tra le lacrime, la commozione e la sofferenza, guardando la bara, sulla via del cimitero si sentiva mormorare: “Ciao Liga, fai il bravo.”.

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