Per Arslan una standing ovation

Applausi al Bibiena. Con la scrittrice cinque secoli di poesia declinata al femminile

MANTOVA. Standing ovation per la scrittrice di origini armene Antonia Arslan, che mercoledì 9 ha portato sul palco del Bibiena cinque secoli di poesia declinata al femminile, strappando applausi a scena aperta. Nel corso della conferenza spettacolo, conclusasi con un bis richiesto a gran voce dal pubblico, tutte le arti si sono abbracciate per riportare alla luce il talento di alcune poetesse italiane del passato, che furono molto celebri in vita, ma su cui inspiegabilmente calò l’oblio subito dopo la morte.

Accanto a loro, unite da un sottile filo di affinità elettive, 4 artiste armene contemporanee, per ricordare un genocidio a lungo negato, di cui quest’anno ricorre il centenario. Sul palco, insieme ad Arslan, è salita l’attrice Nicoletta Maragno, che ha recitato e cantato, accompagnata da musicisti e danzatrici. Per oltre due ore il pubblico è stato calamitato da un valzer di riflessioni, sonorità orientali, poesie, danze e proiezioni. Un omaggio con cui Arslan ha riportato in vita il talento rivoluzionario di donne del passato, che hanno avuto il coraggio di uscire da buio delle loro camere per lanciarsi nel mondo. Tra loro, alcune nobili rinascimentali come Veronica Gambara, la celebre cortigiana Veronica Franco e la figlia di un modesto giardiniere, Angela Veronese, che con il suo naturale talento affascinò Ugo Foscolo.

 

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