Troppe librerie in città «Non c’è spazio per tutti»

Offerta sproporzionata con otto insegne per cinquantamila abitanti. Il segreto è la specializzazione. La concorrenza più feroce? Quella di Amazon

MANTOVA. Come un secondo Natale, quando tutti si affannano a regalare libri. Un romanzo libera dall’imbarazzo della scelta e fa tanto cultura. Così il Festivaletteratura per le librerie di Mantova, che in una settimana concentrano gli incassi di un mese. Ma pure moltiplicando il Natale per due, l’interrogativo resta: otto librerie (le abbiamo contate) per una cittadina di 50mila abitanti non sono troppe? Rovesciando prospettiva: il mercato è abbastanza largo da mantenere in vita tutti quanti?

«Ormai i libri sono ovunque, nei supermercati, nei negozi di elettrodomestici, in edicola, negli uffici postali – osserva Marina Di Pellegrini, orgogliosa di essere rimasta l’unica libraia indipendente – Morale, in libreria si cerca di arrotondare vendendo altre cose, come articoli di cartoleria e biglietti d’auguri. I libri costano troppo? Sì e no, ormai il prezzo è diventato un alibi. È vero che le case editrici pubblicano di tutto di più, in modo convulso». Senza contare che la concorrenza più agguerrita è quella “immateriale” di Amazon e degli stessi editori (che vendono direttamente online. Quindi? Il segreto sta nella specializzazione: la Di Pellegrini ha puntato sulla storia locale, i libri rari e antichi, le prime edizioni al 50%. Aggrappandosi alla passione e alla consapevolezza che «del libraio ci sarà sempre bisogno».

A ciascuno il suo. «Se a Mantova ci sono troppe librerie? Troppissime – risponde, iperbolica, la responsabile di Ibs, Maura Piersanti – Noi, però, abbiamo alcune specificità, vendiamo i quotidiani, che ci portano clienti ogni giorno, abbiamo tantissimi reminder (libri nuovi fuori catalogo) e libri usati a metà prezzo, teniamo anche la scolastica». E poi, sì, c’è Festivaletteratura che – assicura la Piersanti – non esaurisce la sua propulsione in cinque giorni, ma traina le vendite da agosto a novembre. Stessa via (Verdi), pochi passi più in là, ha appena aperto la libreria dell’editore Del Baldo, di Castelnuovo del Garda: coraggio o azzardo? «Necessità» risponde Patrizia Savi. Il bisogno di offrire una vetrina alla produzione di cartoleria, manualistica, libri per bambini. La scelta è caduta su Mantova perché è vicina e perché ideale per testare un nuovo modello di negozio, con un angolo dedicato ai prodotti biologici, cosmetici e per la casa. La Saponeria dei semplici. «Sì, la chiave è la specializzazione – conferma Elia Torresani, responsabile della Feltrinelli – Noi puntiamo sui titoli nuovi, con una promozione costante per i possessori della nostra Carta Più, e con una proposta di qualità per tematiche e autori».

«Vero, in una città delle dimensioni di Mantova la densità di librerie è anomala – concorda Luca Nicolini, interpellato in qualità di responsabile della Coop Nautilus – Mantova, però, è anche un luogo simbolico e qualcuno ha pensato che esserci fosse un atto dovuto. Vedremo se il mercato sarà sufficientemente a sostenere lo sforzo di tutte queste librerie. Come si resiste? Con la profondità del catalogo e dell’offerta, con la professionalità e il servizio al cliente». Confessa di sentirsi un po’ «a fine corsa» Alberto Bernardelli, che dal 1976 gestisce con dedizione l’agenzia Einaudi di corso Pradella. A fine corsa perché «la formula della vendita a rate non gode del consenso dei tempi moderni». Resta la forza del marchio, e poi c’è il conforto dell’arte: l’Einaudi è libreria e galleria. Bottega colta.

 

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