Severgnini scorda i buoni pasto ma non i tortelli

Al Festivaletteratura Beppe Severgnini non dimentica la sfida dei tortelli

Il giornalista aveva dimenticato in albergo i buoni pasto del Festival (recapitati poi la mattina successiva con l’omaggio di un autoritratto) ma si è ricordato a menadito la sfida dei tortelli

MANTOVA. Aveva dimenticato in albergo i buoni pasto del Festivaletteratura (recapitati poi la mattina successiva con l’omaggio di un autoritratto) ma si è ricordato a menadito la sfida con Stefano Scansani (l’ex caporedattore della Gazzetta oggi direttore della Nuova Ferrara) sui tortelli.

Meglio quelli mantovani o quelli cremaschi? «Beppe Severgnini è un mio grande amico e abbiamo chiacchierato a lungo di America e Francia» dice Roberto Tonelli, il titolare del ristorante Ochina bianca dove lo scrittore e giornalista ha cenato venerdì sera - e poi della sfida dei tortelli. Il risultato è stato uno: che a Crema la richiesta di tortelli è aumentata del 40%, a Mantova solo dello 0,2».

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