In allevamento sì, ma liberi e felici: maiali a chilometri zero

L’innovazione dell’azienda “Porc a l'ora” Un recinto, la pozza d’acqua e 400 metri quadrati a testa

VILLA GARIBALDI. Un'azienda nella quale i maiali possono pascolare liberi in un recinto, senza essere costretti negli angusti spazi di un allevamento intensivo. Nella quale possono trovare da mangiare in completa autonomia e dove il livello di stress è a livelli davvero bassissimi. Dove trovarla? Non occorre fare tanta strada, basta andare in direzione Roncoferraro e poco prima, a Villa Garibaldi, sul lato destro della strada si può trovare l'insegna dell'azienda agricola “Porc a l'ora” (letteralmente “maiale all'ombra”, dall'usanza dei contadini di riparare dal sole gli animali nelle giornate più calde), l'unica in provincia di Mantova ad allevare i suini allo stato semi brado. L'idea è venuta qualche anno fa a due cugini, Matteo Rebesan e Francesco Bissoli, che si sono messi in società con la voglia di sperimentare questo tipo di allevamento.

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In allevamento sì, ma liberi e felici: maiali a chilometri zero

«L'azienda è nata nel 2012 – spiega Rebesan – all'inizio abbiamo fatto molta fatica a trovare il terreno adatto. Quello dove siamo ora era coltivato da un contadino del posto che aveva il contratto in scadenza. Gli siamo subentrati. Abbiamo imparato tutto da nostro nonno, che era macellaio. Prima di cominciare abbiamo visitato numerosi allevamenti di questo tipo, molto diffusi nelle province di Modena e Parma. Non è stato facile, in Emilia esistono norme apposite per il semi brado, da noi no e siamo costretti a seguire le leggi per gli allevamenti convenzionali».

Nonostante la burocrazia avversa l'allevamento è partito quest'anno: «I primi maiali sono arrivati in maggio, ora ne abbiamo già una quarantina. Li portiamo qui da un'azienda che dista una decina di chilometri. Quando sono arrivati pesavano 30-40 chili, staranno qui da un minimo di sette a un massimo di dieci mesi. Poi saranno macellati da Ghisi, a Governolo, che ci fornirà salami, salumi e ogni altro tagli di carne. In parte useremo i prodotti nella cucina del nostro agriturismo, il resto lo venderemo, qua o nei mercati contadini. Con il banco siamo a Cittadella, ma presto sbarcheremo anche in centro, sul Lungorio».

Nel recinto, che finiti i lavori al terreno sarà ampio quattro ettari, i maiali sono liberi di muoversi, correre e giocare. Si sono creati da soli una pozza d'acqua dove si riparano dal caldo e dagli insetti. Hanno a disposizione circa 400 metri quadrati di spazio a testa, contro il metro quadrato delle porcilaie da allevamento. Viene loro fornito cibo (un misto di mais, crusca, orzo e soia) ma in gran parte si alimentano con quello che trovano grufolando nel terreno. I vantaggi di questo tipo di allevamento sono evidenti.

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«Essendo sempre in movimento – tiene a precisare l’allevatore di “Porc a l'ora” – gli animali sviluppano più muscolatura e nervatura, per cui la carne è completamente diversa da quella dell'allevamento intensivo. È una carne più chiara, più saporita, che non perde le sue qualità una volta sulla brace. Naturalmente è anche un prodotto più sano, visto che arriva da animali allevati all'aria aperta. Anche per quanto riguarda il benessere animale ci sono enormi vantaggi. I maiali qui sono meno stressati e soprattutto cala drasticamente il rischio di trasmissione delle malattie e gli infortuni».

Gli animali nel recinto sono in buona parte femmine. Se ci sono dei maschi sono castrati: «Per ora non faremo riproduzione, ma solo ingrasso. In futuro però non è escluso che ci proveremo, ma prima puntiamo a consolidarci».

 

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