Revere, salgono a 18 gli indagati per la casa di riposo

La casa di riposo di Revere

S’allarga l’inchiesta sui dipendenti accusati di maltrattamenti verso alcuni ospiti. L’Asl avrebbe segnalato al Comune. Il sindaco nega

REVERE. S’allarga nuovamente l’inchiesta sui dipendenti della casa di riposo di Revere, accusati di maltrattamenti nei confronti di alcuni ospiti non autosufficienti. Agli originali quattordici indagati se ne sarebbero aggiunti altri quattro, toccando quindi quota diciotto. Ben oltre la metà dell’intero personale impiegato nella struttura. Gli interrogatori, da parte dei carabinieri su delega della procura, si susseguono a ritmo serrato. Dovrebbero concludersi tra meno di tre settimane. A quel punto il procuratore capo Antonino Condorelli, che si è visto accogliere dal tribunale del riesame la richiesta di arresti domiciliari per sei dipendenti, trarrà le sue conclusioni.

In tutta questa vicenda acquistano particolare importanza anche i controlli periodici effettuati dall’Asl. Controlli che, solitamente avvengono senza preavviso. A quanto pare l’ufficio dell’azienda sanitaria incaricato di questi accertamenti, più volte avrebbe inviato un’informativa al Comune, su presunte criticità.

«Non abbiamo mai ricevuto nulla - ribatte il sindaco di Revere Sergio Faioni -. Il Comune è proprietario dei muri e non della gestione. Possiamo entrare soltanto se lo chiediamo in anticipo. L’Asl no, può entrare quando vuole. E comunque ribadisco di non aver mai ricevuto segnalazioni in proposito». Una circostanza comunque destinata a chiarirsi nei prossimi giorni.

A scoprire gli orrori della casa di riposo, gestita dalla società Sereni Orizzonti spa di Udine, sono stati i carabinieri di Gonzaga, coordinati dal maresciallo Nicola Meneguzzo comandante del nucleo operativo radiomobile della compagnia. Un'indagine delicata e difficile ma condotta con grande professionalità. Quattro le anziane vittime dei soprusi. I militari, grazie a una segnalazione, hanno intuito di trovarsi di fronte a qualcosa di terribile. In alcune stanze della casa di riposo sono stati installati dei microfoni e delle mini telecamere.

Per oltre un mese i dipendenti vengono ascoltati e ripresi. Vengono registrate e portate davanti al procuratore capo Antonino Condorelli situazioni terribili. Gli anziani sono presi a sberle sulle mani, sulle gambe e sulla testa. E a queste violenze si aggiungono anche pesantissime offese e ingiurie. Ora tutti a partire dal Comune e dalla società di gestione sono pronti a schierarsi come parti civili.

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