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Mantova, piani per la Ies, verdetto in due mesi

L’advisor Sofit presenta le prime cifre su possibili occupati e tempi previsti da ciascun progetto di reindustrializzazione

di Monica Viviani
2 minuti di lettura

MANTOVA. Dai 20 addetti della multifactory ai 100 messi sul piatto dal cosiddetto progetto “lattughino”, passando per i 60 necessari per ricavare olio combustibile da microalghe o per gli 80 posti promessi dal progetto di lavorazione pellet. Se per assurdo i sette piani di reindustrializzazione del sito Ies-Mol venissero approvati in blocco sarebbero in grado di assorbire praticamente tutto il personale impiegato in strada Cipata prima della dismissione della raffineria. A raccontarlo sono alcune delle cifre fornite ieri al tavolo regionale di monitoraggio sulla reindustrializzazione post-Ies, da Sofit, la società incaricata da Mol di attrarre investitori per la riconversione di quella parte dei 525mila metri quadrati di sua proprietà non occupati dall’attuale polo logistico. Cifre riferite non solo ai «potenziali occupati» dichiarati nei progetti, ma anche alle aree in cui intendono impiantare le attività nonchè ai tempi previsti per il “via” dal momento in cui, è stato precisato, «saranno operative tutte le autorizzazioni necessarie».

Davanti ad istituzioni, sindacati, lavoratori e azienda sono state quindi fissate le prossime scadenze: 30 novembre data ultima di consegna dei business plan, 15 dicembre termine istruttoria di Sofit, 21 dicembre presentazione degli esiti dell’istruttoria al tavolo regionale, entro il 31 gennaio illustrazione al tavolo regionale delle iniziative imprenditoriali prescelte «alla presenza - ha annunciato Sofit - degli stessi subentranti e con indicazione dei possibili ambiti di reimpiego dei lavoratori Ies ancora in forza».

Ma ecco le novità presentate da Sofit sui 7 progetti già anticipati dalla Gazzetta.

Progetto microalghe. Previsti a regime 60 addetti e un timing di 12-18 mesi per l’impianto di produzione di olio combustibile come componente base per biofuel derivato da microalghe che in un secondo tempo potrebbe servire alla produzione di principi attivi per l’industria farmaceutica. Localizzazionde: area Ies oggi utilizzata a fini agricoli.

Progetto liquami. L’azienda proponente si impegna ad assumere 80 persone. Timing: 18-24 mesi una volta ottenuti tutti i via libera. Si tratta di un impianto per la trasformazione di biomasse già trattate negli allevamenti in prodotti energetici senza emissioni rilevanti. Occuperebbe una piccola area all’interno del polo logistico.

Progetto bioetanolo. Porta la firma della stessa azienda del “progetto liquami”: in questo caso prevede il riutilizzo delle attuali strutture di raffinazione e di stoccaggio per la produzione, da biomasse di origine vegetale, di bio etanolo, metanolo e principi attivi destinati alla farmaceutica. Addetti previsti nelle linee guida: 100. Timing: 18-24 mesi.

Fito remediation. Il progetto arriverebbe ad occupare fino a 40 lavoratori e sarebbe in grado di partire nel giro di un anno e mezzo, massimo due. Si tratta di un intervento di riqualificazione che punta a ripristinare ecosistemi degradati attraverso fitodepuratori. Verrebbe svolto nelle aree Ies a ridosso del lago e nella zona fuori dal Sin oggi ad uso agricolo.

Progetto “lattughino” . Previsti 100 addetti e il via tra i 12 e i 18 mesi per la produzione in serra nell’area fuori dal Sin destinata a uso agricolo di prodotti ortofrutticoli e il loro successivo confezionamento in loco nonchè lo sviluppo di una piattaforma logistica per la vendita all’ingrosso e al dettaglio tramite e-commerce.

Mutifactory. Venti addetti e 6 mesi per partire per il progetto che prevede nelle palazzine oggi in fase di dismissione, la creazione di una struttura in cui insediare start up e trasferire soggetti già operanti nel mantovano. Scopo: sviluppare nuove reti imprenditoriali che puntino all’innovazione.

Progetto pellet. Ottanta addetti e via alla produzione in 6-12 mesi. Il progetto prevede due fasi: installazione di un impianto di lavorazione pellet, che potrà essere utilizzato in impianti di cogenerazione per la produzione di energia sul territorio, e installazione di impianti come caldaie e stufe nonchè produzione e commercializzazione di pellet, servizi energetici e manutenzione impianti. Il tutto in un’area già da tempo dismessa.

Una volta ottenuti i piani industriali, Sofit valuterà i progetti in primis per la capacità di assorbimento manodopera e l’affidabilità dell’investitore, quindi per business plan e timing e infine per la compatibilità con l’ecodistretto. A quel punto si parlerà di graduatoria.

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