Allarme infiltrazioni in periferia

Dibattito a Lunetta. Salluzzo: «Terreno più fertile dove c’è povertà»

MANTOVA. Dopo la mattinata all’istituto d’Arco-d’Este, la Carovana antimafie ha portato il messaggio della lotta alla criminalità organizzata a Borgo Virgilio, Curtatone e a Lunetta. Nei due municipi dell’hinterlan – scelti non a caso, visto che qui erano residenti alcuni degli indagati e degli arrestati dalle procure antimafia di Bologna e Brescia - i referenti delle associazioni Libera e Avviso Pubblico hanno incontrato le amministrazioni locali. Poi il momento pubblico all'Università di Mantova, sede di Lunetta. Un luogo scelto per mettere in guardia sul rischio che corrono le periferie, luoghi prediletti dalle organizzazioni criminali per iniziare a infiltrarsi in nuovi territori.

La Carovana Antimafia intende così riportare le periferie al centro della socializzazione e della legalità. A Lunetta vivono 3.500 persone, il 23% delle quali extracomunitari. Sono 1500 le famiglie, suddivise in 17 differenti etnie. «Questo è il luogo più giusto dove la Carovana potesse arrivare – ha osservato Davide Salluzzo, coordinatore regionale di Libera – Voi andate avanti nel progetto Lunetta nel Cuore (iniziativa che mira a rilanciare il quartiere, ndr) con o senza le istituzioni. Il cambiamento deve venire da noi. L'Italia è ai primi posti in Europa per abbandono scolastico. Non ci sono mai stati così tanti poveri».

Salluzzo ha invitato a non arrendersi mai, a non cedere alla tentazione di mendicare un lavoro anche in nero pur di sbarcare il lunario a fine mese, ricordando che «non si possono elemosinare favori alla mafia, quando dovrebbe essere lo Stato a garantirci i diritti. Chi è contro la mafia? -ha chiesto- Nessuno. Eppure Reggio Emilia tra qualche giorno sarà al centro di un processo contro i mafiosi. Gli assessori alla sicurezza pensino a svolgere il proprio mandato tenendo sempre alta la guardia, senza concentrarsi esclusivamente sugli schiamazzi». La Carovana Antimafie è partita il 29 agosto dalla Calabria e terminerà il suo viaggio in Italia e all'estero il prossimo 25 novembre a Ferrara (data ancora indicativa).

L'assessore alla Legalità, Iacopo Rebecchi, ha rimarcato l'importanza di un simile evento nel Mantovano, «per non dimenticare che le infiltrazioni mafiose esistono e non escludono il nostro territorio». L'occasione è stata utile anche per illustrare il percorso e le aspettative del progetto “Lunetta nel Cuore”. Una rete alla quale collaborano le associazioni del quartiere insieme alle istituzioni, al fine di creare una maggiore coesione sociale ed un welfare di comunità. All'incontro erano presenti, inoltre, il sindaco di Gazoldo, Nicola Leoni dell'assemblea nazionale di Avviso Pubblico, l'assessore provinciale alla Legalità, Elena Magri, il segretario regionale della Cisl Lombardia Giuseppe Saronni e l'ex sindaco del Comune di Corsico (Mi), Maria Ferrucci.

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