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Ies, sindacati e Rsu in pressing: «Per il dopo-Ies serve il ministero»

Cgil, Cisl e Uil e rappresentanti dei lavoratori suonano la sveglia nei confronti di Governo e istituzioni: vogliono che l tavolo regionale del prossimo 21 dicembre sul futuro degli ex dipendenti sia allargato

Monica Viviani
1 minuto di lettura

MANTOVA. Il 21 dicembre è la data di non ritorno, nessuno potrà più tirarsi indietro: sindacati e Rsu Ies suonano la sveglia alle istituzioni, governo in primis, richiamandole alle proprie responsabilità, per il futuro degli ex dipendenti.

Una lettera alle proprie segreterie nazionali perché quelle sedie finora rimaste vuote ai tavoli regionali sul dopo-Ies vengano occupate al prossimo appuntamento, ovvero quello in cui l’advisor Sofit illustrerà piani industriali legati ai sette progetti di reindustrializzazione e presenterà una loro graduatoria: questa la decisione uscita al termine di un lungo vertice cui hanno partecipato Massimo Marchini (segretario generale della Cgil), Gerardino Santopietro (Filctem Cgil), Diego Volpi e Adolfo Feudatari (Femca Cisl), Giovanni Pelizzoni (Uiltec Uil) nonchè i rappresentanti delle Rsu Stefano Lodi Rizzini, Paolo Spadafora, Marielisa Scirè e Simone Onofrio.

«E’ un appuntamento talmente importante che tutti coloro che firmarono l’accordo al Mise dovranno essere presenti - spiegano i sindacalisti - vale a dire le nostre segreterie nazionali e lo stesso ministero quale garante del rispetto degli accordi».

«Siamo preoccupati - aggiunge Marchini - perché il tempo stringe e ad oggi non ci risulta ci sia un impegno diretto di Ies nella reindustrializzazione, ma speriamo di essere smentiti. Anche se ci sono ancora pochi mesi non vogliamo perdere nessuna opportunità». Pelizzoni punta poi anche alla presenza del ministero dell’Ambiente «perché bisogna fare in modo che ci sia l’impegno di tutti a sbloccare la parte autorizzativa per i progetti che insistono sul Sin.

Quel giorno istituzioni, azienda, investitori, istituzioni sindacati dovranno firmare un accordo quadro perché ci sia l’impegno a far partire subito i progetti e a riassumere tutti gli ex Ies». Insomma «il tavolo istituzionale strategico - concude Feudatari - è quello del 21 dicembre e ci aspettiamo che quella sia la data della svolta nella quale l’azienda confermi che è partecipe alla reindustrializzazione. Noi siamo fiduciosi. Il 31 marzo inizierà la mobilità, ma il fatto che ci si arrivi con il via a questi progetti sarà un messaggio di speranza per i lavoratori». Intanto il prossimo passaggio sarà però in via Roma: per il 4 novembre il sindaco ha convocato Rsu e sindacati.

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