Un progetto per il pioppo: «Legno per il cibo buono»

Un momento della conferenza stampa di presentazione del progetto

Palm e Panguaneta unite nel rilancio della coltivazione sotto l’egida di Slow Food. «Potremmo imballare alimenti». Domenica presentazione del progetto all’Expo

VIADANA. “Legno buono per cibo buono. La vera filiera del legno e agroalimentare Made in Italy”: è il titolo del progetto, targato Viadana, che verrà presentato domenica ad Expo 2015 (Padiglione Italia). L’idea è semplice: rilanciare la coltivazione del pioppo, tradizionale nella pianura Padana, e destinare il legname che verrà ricavato ad utilizzi in ambito agroalimentare, in primis per l’imballaggio dei prodotti agricoli, alimentari e gastronomici. Alcune aziende locali sono già pronte a cogliere la sfida.

Ieri i promotori hanno illustrato il progetto al sindaco Giovanni Cavatorta. Erano presenti Primo Barzoni, presidente ed amministratore della Palm di Viadana, col figlio Andrea; l’amministratore delegato della Panguaneta di Sabbioneta, Nicoletta Azzi; Alessandro Catellani, della cooperativa sociale Palm Design; Federico di Benedetto e Marco Vitale, della Food Chain (Como).

Il progetto si propone la costituzione di una rete di collaborazione tra tutti i soggetti potenzialmente coinvolti. Alcuni hanno già aderito: Coldiretti, Slow Food, Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, Federforeste. L’auspicio è di anticipare l’evoluzione dei tempi in ambito produttivo-commerciale, indirizzando anche i futuri sviluppi legislativi. «Costruire il futuro a partire dai valori del territorio e delle imprese».

I dettagli del progetto sono stati sintetizzati da Barzoni ed Azzi. Il pioppo è un prodotto tipico del territorio lombardo: è stato fonte di ricchezza ed elemento tipico del paesaggio. Questo legname può essere certificato e tracciato, così da garantirne origine e salubrità. Oggi il legno di pioppo viene massicciamente importato: rilanciarne la produzione significherebbe creare posti di lavoro in Italia, migliorare la bilancia commerciale, diminuire i trasporti col relativo carico inquinante, recuperare le antiche produzioni locali. Il pioppo potrebbe essere utilizzato anche per la progettazione e costruzione di imballaggi per prodotti alimentari; in quanto materia prima naturale e riciclabile, potrebbe essere preferita per vari motivi alle plastiche: oggi infatti i consumatori sono più attenti, rispetto al passato, agli aspetti etici ed alla qualità dei prodotti, così come alla valorizzazione del Made in Italy e delle antiche tradizioni. Il primo cittadino ha mostrato interesse ed apprezzamento.

Riccardo Negri

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