Chiude la libreria Einaudi. Bottega d’arte per 40 anni

Il libraio Alberto Bernardelli

Il 31 marzo 2016 lo stop definitivo, che sarà preceduto da una grande festa. Il titolare: «Ci ritiriamo perché è ora di cambiare. Ma lo facciamo con dolore»

MANTOVA. Quarant’anni di passione, non solo di lavoro. Ma quarant’anni è quasi una vita, a un certo punto arriva il momento di cambiare direzione, di dedicarsi un po’ più a se stessi. È quello che hanno deciso di fare i titolari della storica libreria Einaudi di corso Vittorio Emanuele 19, Giovanna e Alberto Bernardelli. Il 31 marzo 2016, in concomitanza proprio con l’anniversario dei quarant’anni di attività, la libreria chiuderà i battenti per sempre.

Alberto Bernardelli, 67 anni, a dire il vero fa un po’ fatica a pronunciare la parola “chiusura”, per non parlare di “fine”. Si attarda, incespica quasi con le parole. Alla fine, non potendo farne a meno, sceglie “scadenza”. Fra cinque mesi il tempo scadrà. Motivi economici? Le grandi catene che si mangiano i piccoli punti vendita? E’ la consueta domanda che viene da fare.

Chiude la storica libreria Einaudi di corso Vittorio Emanuele

«Ma no - ci risponde Alberto - non è tanto per quello. O meglio, negli ultimi cinque anni c’è stata una flessione nei guadagni. Ma io e mia sorella potremmo ancora andare avanti. Ci vorrebbe però una forza fisica, una determinazione che io non ho più. Inoltre sia io che Giovanna abbiamo raggiunto l’età pensionabile. Anche se con dolore, con senso acuto della perdita, abbiamo deciso di ritirarci».

Hanno cominciato, Alberto e Giovanna, come agenti della casa editrice Einaudi di Torino nel 1976. Con l’aiuto della madre Adriana, all’inizio hanno aperto una piccola libreria in via Finzi. E dopo tre o quattro anno, si sono spostati in corso Pradella. «Un posto poco visibile, ma spazioso, adatto a tanti usi. E noi abbiamo voluto farne un luogo di incontro, di dialogo, puntando tutto sul rapporto con il cliente fidato».

I Bernardelli hanno cominciato già a comunicare la notizia della chiusura ai tanti amici, clienti, artisti e intellettuali che da quarant’anni frequentano la loro “bottega d’arte”.

«Lo stiamo dicendo con garbo, quasi con pudore, proprio perché siamo sicuri che per tutti sarà una perdita. La perdita di un luogo di dialogo, di incontri, di scambi culturali che a noi per primi hanno dato tantissimo in questi lunghi anni» commenta Alberto.

Già. Perché la libreria Einaudi non è stata solo una rivendita di libri. È una galleria espositiva, una sala di incontri, di seminari; per anni ha ospitato centinaia di scolaresche all’esposizione dei libri per l’infanzia nel periodo di Santa Lucia. Da sempre specializzata in libri d’arte, architettura, storia, letteratura, ha avuto tra gli abituali frequentatori un po’ tutti i più famosi artisti mantovani, Sermidi, Schirolli, Carlo Bondioli, i Chiaristi dell’Alto Mantovano, Nene Nodari, Oreste Marini. Tra cinque mesi il locale sarà svuotato e il portone chiuso definitivamente. «Ma a metà marzo saluteremo con una grande festa. Allegra però».

 

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