Addio in musica per Genesis Gambirasio

Addio in musica per Genesis Gambirasio, il mendicante-chitarrista italo-brasiliano morto ustionato a Campo Canoa. Così la città ha voluto salutare Genesis, con la stessa musica che lui le regalava...

Addio in musica per Genesis Gambirasio, il mendicante-chitarrista italo-brasiliano morto ustionato a Campo Canoa. Così la città ha voluto salutare Genesis, con la stessa musica che lui le regalava sotto i portici del centro, ieri nella sala del commiato al cimitero degli Angeli. «Aveva scelto di vivere senza un tetto perché gli piaceva stare nei luoghi che si costruiva da sé» lo descrive l’amico Marco Visigalli. «Come siamo diventati amici? Lo incontravo tutti i giorni sotto i portici e siamo entrati in confidenza, gli facevo usare la doccia nell’ufficio di mio padre, andavamo spesso a mangiare al McDonald’s e poi lo riportavo al Campo Canoa. Gli avevo anche regalato una tenda, ma preferiva dormire all’aperto». Riferisce Visigalli che Genesis aveva studiato filologia all’Università di Monaco, quindi la scelta di vivere in Italia, prima a Verona, poi a Cremona e infine a Mantova. «Conosceva la Bibbia meglio di tanti cattolici» testimonia il parroco del Frassino don Marco Cerutti, che scegli il Salmo 1 e il Libro di Qoelet: «L’uomo gioisce di tante cose nonostante il male sia presente, è vanità cercare più di quel che la vita offre e Genesis si accontentava di piccole cose, come un pacchetto di sigarette, la roulotte, cibi semplici e corde della chitarra». «Genesis non chiedeva niente ma insieme abbiamo fatto tante cose – ricorda Carlo Berini di Sucar Drom – Veniva spesso nel mio ufficio a registrare le sue canzoni, la sorella (ieri assente, ndr) aveva cercato di riportarlo in Germania ma il suo unico scopo era la musica. Vorrei solo che fosse ricordato come un artista che ha donato a Mantova la sua arte». Tra i banchi l’assessore comunale al Welfare Andrea Caprini.(l.c.)

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