"Fenomenologia" dei bar tridentini da aperitivo, dove Hugo batte lo spritz

Tanti ragazzi mantovani ogni settimana "emigrano" per poter studiare all'università. Tre di loro, in tre città diverse, ci raccontano la vita da fuorisede in questa rubrica-blog. Elisa studia Lettere a Trento

TRENTO. I turisti tedeschi sono i più assidui frequentatori dei bar tridentini. Oramai li distinguo in un colpo d’occhio: d’estate si siedono all’aperto per essere baciati dal sole, si proteggono con un capello e le loro calze spugnose coccolano i piedi nei sandali; d’inverno, invece, sono soliti a scambiare Trento per alta montagna, indossano scarpe da trekking rigorosamente in tinta con i bastoncini da nordic walking e al jeans preferiscono i pantaloni in goretex con la cerniera ad altezza ginocchio. Il turista tedesco, insieme alla larga compagnia di connazionali sui 50-60 anni, finisce la sua terza birra media verso le 18 e abbandona il bar per dedicarsi allo stinco della “Forst”.

I bar sono finalmente liberi e, verso le 18, se non fai ingegneria, finiscono anche le lezioni in facoltà.

“Si raga, aperitivo sì, ma poi per cena torno a casa, devo finire gli schemi di storia”. Poi succede che torni a casa quando le campane del duomo suonano le 2, compromettendo la mattina seguente.

I bar a Trento non si fanno scrupoli a etichettare i loro clienti usuali: se sei in cerca di persone tirosette andrai al “Line”, se cerchi una serata scialla, contornata da gente che fuma mentre sorseggia birra a due euro, allora il “Picaro” è il posto giusto. A noi, più che altro, interessa il buffet, quindi andiamo dove sappiamo di poter trovare qualche cosa da mettere sotto i denti. Invece, il maschio medio predilige il bar in cui la sua possibilità di cuccare è direttamente proporzionale al grado alcolico dell’aperitivo preparato. La catena dell’approccio all’aperitivo funziona così: l’ingegnere cerca la sua preda tra le mille ragazze di lingue e lettere, queste cercano l’economista, il quale è più attratto dalle tante ragazze del suo corso; ma le ragazze di economia cercano un giurista che spieghi loro come affrontare diritto privato e pubblico. Beh, insomma, una catena senza fine. Meglio mangiare!

L’universitario trentino non arrossisce davanti al buffet, infatti deve riscaldarsi dalle fredde temperature con la pizza calda e il risotto ai funghi; però, giusto per non dare troppo nell’occhio, al bancone ci si va alternandosi con gli amici. Qui lo spritz è spesso spodestato dall’Hugo, aperitivo rubato ai bolzanini qualche anno fa. E’ formato da prosecco, sciroppo di fiori di sambuco e soda, il tutto mescolato con alcune foglie di menta; è protagonista dei nostri tavoli almeno fino a quando non apre la stagione del brûlé ai mercatini di Natale. 

“Ragazzi, ci sono gli altri che vanno a ballare in Cantinota, possiamo entrare in lista con loro!”

Ormai siamo qui, è già troppo tardi per tornare a cena e la voglia di fare gli schemi di storia è passata. Dai, Cantinota sia!

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Elisa Boccanera, ventiduenne divisa tra Mantova, città natale, e Trento, città nella quale frequenta l'università. E' iscritta al corso di “Studi storici e filologico-letterari” con carriera di Lettere moderne. Ama l’arte in ogni suo genere: letteratura, cucina, pittura e natura

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