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Incidente stradale con tre morti, l'unico sopravvissuto testimonia

Prima udienza del processo per triplice omicidio colposo La difesa dell’autista: colpa dei meccanici che non hanno collegato i freni

di Giancarlo Oliani
1 minuto di lettura

SUZZARA. È stato uno degli incidenti stradali più gravi degli ultimi anni. Un Tir impazzito, sbandando, ha centrato in pieno un’auto con a bordo tre persone. Tutte morte sul colpo. Ferito gravemente l’automobilista che seguiva la vettura distrutta dall’impatto. La marmitta incandescente di quell’auto ha sfondato il finestrino e l’ha colpito in pieno volto. La tragedia si è consumata il 23 aprile di tre anni fa sulla provinciale 49 tra Suzzara e Pegognaga, davanti al distributore dell'Agip, all'altezza della frazione di Brusatasso.

Le vittime erano tutte di Felonica Po: marito, moglie e un amico di famiglia che li stava riaccompagnando a casa. Sull'altra vettura, un ragazzo di 25 anni di San Benedetto Po, finito in rianimazione. Le vittime: Antonio Baraldini, 86 anni, la moglie Emma Andreasi, 80 anni, e l'amico Giorgio Papi, 60 anni. Il giovane rimasto ferito è Andrea Luppi che nello scontro ha riportato gravi ferite al volto.

Ieri mattina, davanti al giudice Stefano Aresu, la prima udienza del processo a carico del camionista Marco Turrini, 33 anni di Ghedi in provincia di Brescia. Sul banco dei testimoni l’unico sopravvissuto, Andrea Luppi. Il giovane ha ricostruito i momenti che hanno preceduto il violentissimo schianto. Ha raccontato d’aver visto il camionista impegnato a tenere in strada il pesante automezzo. Ha visto l’impatto e ha sentito qualcosa che lo colpiva al volto: era la marmitta incandescente della Ford Escort che lo precedeva penetrata all’interno dell’abitacolo dopo aver distrutto il parabrezza.

L’autista, a suo tempo, aveva sostenuto che era stata colpa dei freni. Aveva visto accendersi la spia dell’Abs e aveva portato il suo Iveco Magirus in officina. Il suo avvocato sostiene che i meccanici si sono dimenticati di agganciare lo spinotto al rimorchio. Circostanza smentita dal titolare dell’officina.

Nella prossima udienza fissata per il 23 marzo prossimo sarà sentito il sottoufficiale dei carabinieri intervenuto sul posto per i rilievi.

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