Porto, minoranze contro la rivoluzione Asep

Opposizioni unite nel dire no al passaggio da spa a srl della società che gestisce servizi pubblici lcoali. Il sindaco: «Non siete qui per fare gli avvocati, ma i politici»

PORTO MANTOVANO. L'opposizione di Porto Mantovano si è unita nel dire no alla trasformazione di Asep da spa a srl, all'approvazione del nuovo statuto e dello schema di convenzione e al regolamento di controllo analogo da esercitare sulle società partecipate in house del Comune.

Gli argomenti erano all'ordine del giorno del consiglio comunale del 26 novembre ed hanno infiammato la sala civica di Bancole, con scontri tra amministratori e minoranze.

Tra i principali temi di discussione, il regolamento di controllo, l'oggetto sociale e i nuovi servizi. Secondo il capogruppo Giampaolo Voi, che ha citato una sentenza del consiglio di Stato, l'esercizio di controllo dovrebbe avvenire in forma congiunta tra tutti i soci pubblici.

«Riteniamo che il principio della totale partecipazione delle entità pubbliche, agli organi direttivi della nuova società in house, non venga rispettato. Tutto ciò danneggia la società che si sta costituendo, non permettendo ad altri enti di parteciparvi».

Luca Salvaterra ha chiesto il rinvio dei punti: «Questa non è una trasformazione, ma si costituisce una nuova società. La legge dice che tutti i soci devono essere parte del controllo, con la presenza di due membri di Porto e uno di un altro Comune, nessun altro vorrà i servizi di Asep. La scelta di portarla in house può essere condivisa, ma non con questa forma».

Molti i dubbi sollevati anche da Andrea Bindini. «Se affideremo ad Asep i servizi direttamente, avremo dei benefici? Come potremo avere il miglior rapporto qualità prezzo se non ci saranno gare?». Il consigliere ha parlato di un appesantimento burocratico, concetto ripreso da Vivere Porto che ha aggiunto delle osservazioni in merito al carico di lavoro che ricadrà sulla partecipata. «Prevede un elenco di attività che difficilmente potrà gestire, dato il numero esiguo di personale dipendente e le caratteristiche strutturali della società». Il sindaco Massimo Salvarani, dopo aver allontanato le accuse sulle presunte irregolarità dei documenti, ha puntato il dito contro l'atteggiamento delle minoranze, ed è stato sostenuto dall'assessore Stefano Boccanera.

«Non siete qui per fare i giudici o gli avvocati – ha detto, rivolto ai membri di opposizione - ma per dare un giudizio politico. Chi vi ha dato il voto aspetta da voi non una consulenza legale, ma politica». Tempestiva la reazione di Voi. «Da questo consiglio comunale siamo stati trattati come dei ladri, e se ho esposto un aspetto giuridico è perché ho pagato personalmente per tutta questa vicenda. Potete rinviare i punti, ma non accetto che ci si dica che non abbiamo preso una posizione politica».

Elena Caracciolo

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