Maltrattamenti alla casa di riposo, no ai domiciliari

Le custodie cautelari per le operatrici socio-assistenziali erano state chieste dal procuratore capo Antonino Condorelli. Ma la Cassazione dice no

REVERE. No agli arresti domiciliari per sei dipendenti della casa di riposo di Revere. Le custodie cautelari per le operatrici socio-assistenziali erano state chieste dal procuratore capo Antonino Condorelli e accolte dal tribunale del Riesame di Brescia. La Corte di Cassazione ha annullato, però, quella sentenza senza chiedere un rinvio, riportando il procedimento penale alla decisione del gip Matteo Grimaldi.

Le motivazioni non sono ancora state rese note, ma è probabile che i giudici della Corte non abbiano individuato indizi di colpevolezza compatibili con la limitazione della libertà personale, in ordine all'accusa di maltrattamenti nei confronti di anziani ospiti non autosufficienti. A darne notizia gli avvocati Saverio Barbieri e Claudio Arria. Per Maria Gloria Bianchi, 49 anni di Sermide, Agnese Auci, 23 anni di San Giorgio, Laura Pagano, 48 anni di Mantova, il giudice Grimaldi aveva disposto la misura interdittiva dell'allontamento dall'attività sia pubblica che privata, e tale rimane. Paola Scarlata, 55 anni di Ostiglia, Virginia Rosa Valdez, 40 anni, di Revere e infine Futra Curumi, 50 anni di Ostiglia sono libere e, a rigor di logica, potrebbero riprendere la loro attività.

A scoprire i maltrattamenti della casa di riposo, gestita dalla società Sereni Orizzonti spa di Udine, sono stati i carabinieri di Gonzaga, coordinati dal maresciallo Nicola Meneguzzo comandante del nucleo operativo radiomobile della compagnia.

Un'indagine delicata e difficile ma condotta con grande professionalità. Quattro le anziane vittime dei soprusi. Tutto inizia ad aprile quando una persona si presenta in caserma e inizia a vuotare il sacco. Inorridita dalle continue violenze subite dagli anziani dell'ospizio, incapaci di difendersi, racconta quello che sa. E che sa per certo. I carabinieri intuiscono di trovarsi di fronte a qualcosa di terribile. Comincia l'attività di indagine. In alcune stanze della casa di riposo vengono installati dei microfoni e delle mini telecamere. Per oltre un mese i dipendenti vengono ascoltati e ripresi.

La Procura è comunque a un passo dalla conclusione dell'inchiesta. Sarebbero diciotto attualmente le persone indagate, direttrice compresa.

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