Mantova, il 19 dicembre i nuovi manager della sanità

L’annuncio di Maroni. Al Poma circola il nome di Ablondi e Stucchi resta in corsa. Ipotesi di scambio Borelli-Scarcella tra le ex Asl di Mantova e di Brescia

MANTOVA. Saggi e quizzone hanno scremato alla grande, lasciando nelle mani di Maroni un elenco ristretto. Le poltrone di comando nella nuova geografia sanitaria lombarda sono una quarantina in tutto e in queste ore il mondo della politica è in fermento. Un centinaio secco, dopo il test psico-attitudinale del 5 dicembre, gli aspiranti direttori generali di Ats e Asst definite dopo la riforma Maroni. E le nomine, ha annunciato  il governatore, saranno ufficializzate sabato 19 dicembre con una seduta di giunta ad hoc. A Mantova i posti in palio sono due, uno alla nuova Ats (Agenzia Tutela della Salute), frutto dell’aggregazione tra le Asl di Mantova e Cremona, sede a Mantova, l’altro alla nuova Asst (Azienda socio-sanitaria territoriale), evoluzione dell’azienda ospedaliera Carlo Poma.

I candidati in pole? Da settimane per la Asst Carlo Poma circola con insistenza il nome di Luigi Ablondi, attuale direttore generale dell'azienda ospedaliera ospedale "Maggiore" di Crema e vicino a Forza Italia. Ablondi, originario di Berceto (Pr) è laureato in Medicina e Chirurgia, con specializzato in Igiene e Medicina Preventiva. Resta in corsa, però, anche l’attuale manager Luca Stucchi, che ha superato la prova psico-attitudinale che ha stoppato tanti suoi colleghi quotati.

E alla Ats? L’attuale manager Mauro Borelli, bresciano, non ha mai nascosto, dopo 5 anni di trasferta in terra mantovana, la volontà di tornare a casa. Borelli, ingegnere in quota Lega Nord, potrebbe quindi finire all’Asl di Brescia, scambiandosi di posto con l’attuale manager Carmelo Scarcella, medico bresciano vicino a Fratelli d’Italia, che a questo punto potrebbe arrivare a Dosso del Corso. Nelle ultime ore nel toto-nomine ha fatto capolino anche Raffaello Stradoni, attualmente direttore sanitario all’Asl di Cremona (guidata dal bozzolese Gilberto Compagnoni) ed ex direttore sanitario al Carlo Poma. Per lui si parla del posto da direttore generale dell’azienda ospedaliera di Crema che potrebbe essere lasciato libero da Ablondi.

Chi invece chiede un totale rinnovamento e una discontinuità nella sanità mantovana è il consigliere regionale del Pd, Marco Carra. «La valutazione e la short list per i direttori generali della sanità lombarda – scrive – ci sono perché ai primi dello scorso agosto, dopo averlo proposto invano per anni, il Pd ha preteso che fossero inseriti in legge. Fu quello uno dei punti fondanti chiesti a Maroni in cambio del ritiro delle migliaia di emendamenti e ordini del giorno che avrebbero bloccato per mesi l’approvazione della riforma. Fa piacere anche che vi siano molti direttori provenienti da altre regioni, in particolare Emilia, Piemonte e Veneto, che aspirano a misurarsi anche in Lombardia. Auspico che il rinnovamento interessi in modo particolare la provincia di Mantova, segnando una totale discontinuità con chi ha ricoperto i ruoli dirigenziali negli ultimi anni a guida delle aziende sanitarie mantovane».

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