Protesta Trenord: si fermano, tre treni su quattro

Dalle 18 la fascia protetta, ma i disagi sono proseguiti: il regionale Milano-Mantova delle 19.15 ha accumulato tre quarti d'ora di ritardo

MANTOVA. Alta adesione allo sciopero dei dipendenti Trenord: si è fermato circa il 75% dei lavoratori e così quasi tutti i treni sono saltati. L’astensione dal lavoro, da mezzanotte alle 21, era stata indetta da Filt-Cgil, Uil-trasporti, Faisa-Cisal, Fast-ferrovie, Ugl-trasporti e Orsa per il personale dell’azienda che gestisce il servizio ferroviario sulla Mantova-Milano.

Motivo dello sciopero la mancata risistemazione del contratto aziendale prevista dagli accordi del 31 marzo. «Gli accordi - spiega la Filt-Cgil - erano funzionali alla sicurezza dei dipendenti e dei pendolari». Turni lavorativi non superiori alle otto ore e trenta minuti e la possibilità di usufruire di una pausa pasto alcuni dei punti fondamentali degli accordi. Alla base dello sciopero anche l'assenza di un adeguato piano che sopperisca alla carenza di manutenzione ordinaria dei treni. Carenza che - secondo i sindacati - è causa di frequenti soppressioni, ritardi o inadeguate temperature all'interno dei vagoni e che rende la vita dei pendolari della tratta Mantova-Milano sempre più difficile.

L'azienda ha garantito le fasce protette ma anche in queste non sono mancati i disagi. Il regionale Milano-Mantova delle 19.15 ha accumulato tre quarti d'ora di ritardo.

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