Versalis si ferma per 8 ore: in 700 sotto la sede di Eni

I lavoratori mantovani di Versalis alla manifestazione di San Donato Milanese

I mantovani in pullman per protestare contro la cessione del 70%. E il 60% dei dipendenti non entra in azienda. Il 12 gennaio confronto al Mise. L'ad Descalzi: "Non vogliamo rottamare niente"

MANTOVA. Due pullman alimentati a preoccupazione e rabbia, un centinaio di lavoratori dallo stabilimento Versalis di Mantova a cementare la propria lotta con quella degli altri compagni d’azienda sotto le finestre del quartier generale di Eni, a San Donato Milanese, per guastare il consiglio d’amministrazione in corso. Una prova aperta per lo sciopero di gruppo del 20 gennaio. Buon senso contro calcoli senza prospettiva, secondo l’opposizione dei sindacati. «Lo dice il nome stesso, la chimica di base è il motore dell’economia – rivendica Giovanni Pelizzoni (Uiltec Uil) – sta alla base di tutte le altre trasformazioni». «In gioco c’è la capacità dell’Italia di essere ancora potenza industriale» rincara Adolfo Feudatari (Femca Cisl), confortato dalla partecipazione della truppa mantovana: «Mantova ha battuto un colpo molto importante, ha dato un contributo decisivo alla manifestazione. Eravamo il gruppo più consistente del quadrilatero padano». E anche chi non è andato a Milano, ha comunque aderito alla protesta (almeno il 60% dei 960 dipendenti di via Taliercio non si è presentato al lavoro).

IL VIDEO

La manifestazione dei dipendenti Versalis a San Donato Milanese

Alla fine sotto le finestre di Eni si sono trovati in settecento, a ribadire che il futuro della chimica italiana coincide con il futuro dell’industria italiana tutta. Se sfili una carta, crolla tutto il castello: l’orizzonte c’è la cessione del 70% di Versalis a un fondo d’investimento, che i sindacati sospettano interessato solo a spremere la chimica tradizionale finché ce n’è, finche il costo delle materie si manterrà basso. Calcola Angelo Colombini, il segretario generale della Femca Cisl, che dei 1,6 miliardi di investimenti previsti per la chimica in Italia, Eni ne abbia già spesi 400 milioni e gli altri 1,2 miliardi dovrebbero essere a carico dell’acquirente: «Ci chiediamo come possa investirli un fondo che ha una capitalizzazione pari all’investimento da effettuare» (il riferimento è a fondo Sc Capital).

«Noi siamo sul pezzo, però siamo molto preoccupati per noi e per i nostri figli – confessa Luca Imbornone, che dà voce anche ai timori degli altri rappresentanti sindacali – la chimica è fondamentale per un paese come il nostro». Si teme lo sgretolamento definitivo della visione di Enrico Mattei, lo sbiadimento dell’identità stessa dell’Italia industriale. Intanto sull’agenda si è aggiunta una nuova data: il 12 gennaio i sindacati si confronteranno con il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi. Ma l’obiettivo ultimo è parlare con Matteo Renzi e con il ministro Pier Carlo Padoan, sono loro che hanno le chiavi della vertenza. «Dal Governo pretendiamo delle garanzie, perché Eni non è un interlocutore credibile» ripete Gerardino Santopietro della Filctem Cgil.

Su Versalis, Eni «non ha accordi vincolanti con nessuno». Ha detto l’ad, Claudio Descalzi, aggiungendo: «non vogliamo rottamare niente», ma sviluppare. Quanto al fondo Sc Capital «di cui tutti parlano tranne noi» Descalzi spiega: «parliamo con un soggetto, ma abbiamo posto tali paletti per cui potremmo parlare anche con altri». Così Descalzi ha rotto il riserbo dopo la protesta. Quanto ai «paletti», chiarisce Descalzi che «chi compra si deve impegnare a mantenere gli attuali stabilimenti per almeno cinque anni, ampliandone casomai il perimetro, e per tre anni l’attuale personale, anche in questo caso eventualmente ampliandolo». L’altro vincolo riguarda gli investimenti che «devono essere di 1,2 miliardi in tutte le attività della chimica, compresa la chimica verde». Infine il numero uno di Eni ha chiarito che «Versalis deve restare italiana e il vertice dovrà essere quello che è oggi». «La cessione non è all’ordine del giorno del cda» ribadisce, lapidaria, la presidente dei Emma Marcegaglia.

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