Vendita ferramenta Cima: la prima asta va deserta

Castiglione delle Stivere. Il complesso era all’incanto per quasi otto milioni. La cessione del sito produttivo ora ripartirà da una base ribassata del 25%

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Va deserta l’asta per la vendita della ferramenta Cima, storico complesso produttivo sull’ex Goitese entrato in crisi lo scorso anno. Per la mattina del 18 dicembre era fissata la vendita di fronte al notaio mantovano Luca Lubrano Di Ricco, ma all’atto della chiusura dei termini, non si è presentato alcun potenziale acquirente. La base d’asta era di 7 milioni e 723mila euro comprendente sia l’area commerciale di vendita, che l’abitazione del custode e le rimesse.

All’asta anche terreni, arredi e attrezzature di proprietà della vecchia società. Una vendita decretata dal tribunale che ha accettato nell’aprile scorso la proposta di concordato preventivo, dando via libera all’operazione finanziaria. L’esposizione debitoria della società era stata stimata in 13 milioni e mezzo dei quali quasi undici nei confronti di banche, istituti di credito e fornitori e due milioni e 200mila euro come pendenze dei dipendenti e dell’erario, creditori quindi “chirografari” che devono essere saldati prima degli altri e per intero dalla vendita dei beni mobili ed immobili. Alle banche andrà il 68 per cento e ai fornitori il 64.

Ora l’asta ripartirà da una base decurtata di un quarto del suo valore. Il commissario liquidatore ClaudioMontecchio potrebbe però, in base ad una recente decreto approvato la scorsa estate dal governo Renzi anche accettare offerte inferiori del 25% la base d’asta. Prendere meno soldi subito, in sostanza, ma garantire il saldo dei creditori secondo le ripartizioni stabilite dalla legge fallimentare.

Il concordato preventivo era stato omologato dal tribunale di Mantova il 10 aprile scorso. La richiesta di ammissione al concordato era stata presentata a metà agosto del 2014. Ferramenta Cima, storica azienda dell’Alto Mantovano, è stata fondata nel 1951 e condotta dall'omonima famiglia. Da alcuni anni era entrata in crisi. Nel marzo scorso era scaduta anche la cassa integrazione straordinaria per i 53 dipendenti ma il piano di salvataggio ha permesso la creazione di una nuova società, la Cima srl, che affittando un ramo d'azienda ha potuto riassumere 17 dipendenti.

I nuovi gestori si sono impegnati ad acquistare l'intera ferramenta entro il 2017 e a mantenere l'occupazione.

Commissario giudiziale è Dante Lanfredi, Claudio Montecchio il liquidatore. Il piano è stato invece preparato da Stefano Testori con la consulenza legale dell'avvocato Carlo Pagani e attestato dal ragionier Massimo Cantoni. (fr.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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