Fiom e Fim: oggi sciopero e assemblea

Mauro Mantovanelli (Fiom-Cgil)

Mantovanelli: «È terribile, non doveva succedere». Cattaneo: «La salute prima dei risultati»

MANTOVA. Una giornata orribile per tutti. In attesa che l’esatta dinamica del tragico infortunio ad Andrea Ghizzardi sia chiarita dall’Asl e dalla procura, lo stabilimento di Gazoldo è stato messo sotto sequestro.

I sindacati parleranno oggi ai lavoratori nell’assemblea-sciopero di due ore (ci sarà uno sciopero di due ore in tutti gli stabilimenti del gruppo) convocata per parlare dell’accaduto ma soprattutto per tenere alta la guardia dei lavoratori sulla sicurezza.

«Sono arrivato in azienda alle 11, la fabbrica era aperta e stavano lavorando perfino nel reparto dove era avvenuto l’incidente - commenta amareggiato Mauro Mantovanelli, segretario della Fiom-Cgil -. Ho fatto presente che era inammissibile, mi sono arrabbiato, e devo dare atto ai vertici aziendali di aver fatto suonare la sirena di chiusura nel giro di cinque minuti. Domani (oggi, ndr.) faremo assemblee di due ore su tre turni: una cosa del genere non può succedere. Non può succedere che quando una persona è dentro la macchina parta lo stesso. Aspettiamo le indagini, ma posso già dire che stiamo valutando la possibilità di costituirci parti civili. Noi escludiamo categoricamente che si possa essere trattato di errore umano. Oggi Antonio Marcegaglia avrebbe dovuto farci gli auguri di Natale».

«Il clima in fabbrica è pesante - racconta Giuliano Berti, storico delegato della Fiom - Il lavoro è stato fermato e oggi avremo le assemblee. Una cosa è certa: non è stato un errore umano».

Omar Cattaneo, segretario della Fim-Cil, non nasconde la sua amarezza.

«È difficile trovare le parole - commenta -. Nel 2015 non si può morire per lavorare. Da parte nostra vogliamo esprimere la nostra vicinanza alla famiglia, a tutti i familiari di Andrea Ghizzardi. Per noi la sicurezza è e sarà sempre al primo posto: i lavoratori devono sapere che prima del risultato aziendale viene la loro salute. Per ora non ha senso parlare di colpe o di responsabilità, è opportuno attendere gli esiti delle indagini per capire cosa è davvero successo.

«Una cosa però la voglio dire - conclude Cattaneo - le fotocellule che segnalano una presenza nella linea ci sono, resta da capire come è potuta succedere una cosa del genere. Domani (oggi) faremo sciopero di due ore in tutti gli stabilimenti del gruppo, e a Gazoldo useremo questo tempo per fare assemblea».

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