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Viadana, ok del Tar alla white list per Tipaldi

Il tribunale di Brescia ha accolto il ricorso dell’imprenditore viadanese contro la Prefettura che aveva cancellato la ditta

di Rossella Canadè
1 minuto di lettura

VIADANA. Tipaldi contro Prefettura: uno a uno e la palla è al centro. Il Tar di Brescia ha accolto il ricorso dell’imprenditore viadanese contro Palazzo di Bagno, che il 12 novembre dell’anno scorsoaveva cancellato la sua impresa edile, la Tipaldi costruzioni srl, dalla white list delle ditte pulite per partecipare alla ricostruzione post sisma. Pur avvalorando la ricostruzione delle “relazioni pericolose” di Carmine Tipaldi, da lui stesso ammesse, con noti personaggi affiliati alla cosca di ’ndrangheta degli Arena, che da Isola di Capo Rizzuto, paese d’origine dell’ex assessore della giunta Penazzi si sono insediati nel Viadanese, il tribunale amministrativo di Brescia ritiene che la Prefettura debba rivedere il provvedimento di cancellazione.

Ragioni di tempistica, soprattutto: l’ormai famosa cena a Viadana del 14 maggio 2006, durante la quale il giovane boss Nicola Lentini, senza sapere di essere già intercettato dalla Dia, racconta al telefono al compare Luigi Morelli, che si trova in Calabria, di essere in compagnia di amici, tra cui un certo Carmine Pizzimenti, figlio di Santo, identificato in Carmine Tipaldi, precede di un anno la costituzione della ditta dell’ex assessore.

«La presunzione che la conoscenza delle persone presenti alla cena in questione abbia inciso e soprattutto possa, oggi, influire sull’attività della neocostituita impresa, appare smentita dall’oggettiva constatazione che dal 2006 al momento dell’adozione del provvedimento impugnato (e anche successivamente) nonostante le complesse indagini condotte dagli inquirenti circa l’esistenza di un’attività di stampo mafioso nel territorio di Viadana, nessuna ulteriore contestazione è stata mossa nei confronti di essa». Secondo il Tar, il timore «di possibili infiltrazioni di stampo mafioso, poteva essere giustificato nel 2006, ma non anche nel 2014»: le indagini successive non hanno evidenziato «concrete responsabilità dell’impresa ricorrente ovvero dei suoi soci».

La sentenza del Tar comunque non è sufficiente a riammettere d’ufficio la Tipaldi costruzioni nella white list. Come spiega uno dei legali di Tipaldi, l’avvocato Aldo Pisani, «dovremo notificare il provvedimento alla Prefettura di Mantova e chiedere di essere iscritti di nuovo nella lista. Affronteremo i prossimi passi dopo l’Epifania. Per tutte le altre attività che non riguardano opere per la ricostruzione post terremoto, la ditta nell’ultimo anno ha continuato a lavorare regolarmente».

Sull’altro fronte, la Prefettura, una volta esaminate le motivazioni della sentenza del Tar, potrà far ricorso contro la decisione al Consiglio di Stato, chiedendo, come primo passo, una sospensiva. La battaglia è appena iniziata.

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