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A Rivalta un falò di pace Il fuoco arriva dal Mincio

Il sindaco non rinuncia alla mini-crociera e alla fiaccolata per le vie del borgo A Castel d’Ario incendio al castello, a Commessaggio spettacolo sul ponte

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MANTOVA. Nella calza della Befana i rivaltesi hanno trovato una festa ricca di colpi di scena, culminata con l’accensione del tradizionale “burièl”, che, mai come quest’anno, è stato ammantato di significati simbolici. Dinanzi ad oltre 1.500 persone, i presidenti di tutte le associazioni del territorio e l’assessore alla famiglia Patrizia Chiminazzo hanno acceso il falò, gettando torce ardenti nell’imponente catasta di legno, allestita in piazza Basile. Un rituale voluto dal nuovo presidente della Pro Loco di Rivalta, Loris Bassi, che con questo gesto ha sottolineato la volontà di ristabilire la pace tra l'associazione e l’amministrazione comunale. Al momento, però, si può parlare soltanto di una tregua e di tanti buoni propositi, poiché non sembrano ancora maturi i tempi per una solida riappacificazione. Poco prima dell’accensione del burièl, infatti, sulle acque del Mincio si è tenuta una fiaccolata a sorpresa, di cui era all’oscuro quasi tutta la popolazione, compreso il neopresidente della Pro Loco. Alla decisione del gruppo canoistico rivaltese di rinunciare alla tradizionale discesa del fiume illuminata dalle torce, il sindaco Gianni Chizzoni e gli assessori hanno risposto organizzando una sorta di mini-crociera su un barcone di cemento. Ad accompagnarli quaranta cittadini, che armati di torcia, dopo aver navigato, hanno sfilato per le strade del paese fino ad arrivare in piazza Basile. Alla fine, dunque, anche quest’anno il fuoco destinato al burièl è arrivato dal fiume e le feste natalizie si sono chiuse con un bilancio più che positivo. «Il presepe è stato ammirato da centinaia di visitatori – ha commentato Patrizia Chiminazzo – le mostre dei pittori e degli hobbisti hanno riscosso grande successo e la fiaccolata della notte di Natale è stata molto apprezzata dai cittadini».

A Castel d’Ario dopo la parentesi dello scorso anno quando non fu possibile “brusàr la vecia” per una disposizione del Commissario prefettizio che gestiva il Comune, ieri alle 18.45 in punto, nel vallo del castello, si sono alzate le fiamme dalla pira, alta circa 10 metri con in cima il fantoccio della Befana, preparata nel pomeriggio con legna e paglia. Mentre le fiamme e le faville si alzavano altissime con un’altrettanta altissima colonna di fumo, per un buon quarto d’ora è stato possibile assistere ad uno spettacolo pirotecnico molto intenso e con effetti speciali tali che più volte ha strappato il classico “ohh!!” e un lungo applauso finale al migliaio circa di persone presenti alla festa. Tra la gente si aggirava una Befana della Pro Loco, ben mascherata e con un cesto, distribuendo sacchetti di caramelle ai bambini. Contemporaneamente il Corpo bandistico casteldariese eseguiva un piccolo concerto.

Organizzato come primo evento dell' anno, nella ricorrenza del 50esimo anniversario della fondazione della locale sezione Avis, è stato acceso , alla presenza di circa mille persone, il "Falò sul Canale Navarolo" , a poca distanza dal ponte di barche che collega Commessaggio con la frazione di Sabbioneta, Commessaggio inferiore. La catasta di rami era collocata su una chiatta galleggiante di 4 metri per quattro, alta sei metri, proprio nello specchio d'acqua nel quale si riflette il superbo torrazzo gonzaghesco. Oltre allo spettacolo, di grande fascino, gli spettatori, giunti anche dai centri vicini, hanno potuto ristorarsi con cioccolate calde per bambini e vin brulè per gli adulti. Nel frattempo le "Befane", accompagnate da uno spazzacamino in bici con carretto, distribuivano caramelle e dolciumi ai bimbi presenti. Pienamente soddisfatta la presidente dell'Avis di Commessaggio, Daniela Caleffi. (r.l., l.f., t.c.)

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