Burgo, il veto del Comune: no ai rifiuti da fuori

Secondo l’amministrazione di via Roma l’inceneritore dovrà bruciare solo scarti della cartiera e limitare le emissioni

MANTOVA. «In conferenza di servizi chiederemo che venga confermato quel passaggio dell’Aia 2014, l’Autorizzazione ambientale integrata, che prevede la possibilità di smaltire nel termocombustore solo gli scarti di produzione prodotti all’interno del sito di Mantova».

Niente inceneritore. I toni dell’assessore all’Ambiente Andrea Murari sono quelli diplomatici che la delicatezza della questione richiede, ma il messaggio è chiaro e non lascia spazio a interpretazioni di sorta: il Comune di Mantova dice no a incenerire nel suo territorio rifiuti o residui industriali provenienti da altri stabilimenti. Prima bocciatura quindi, almeno da via Roma, a una delle richieste di Pro-Gest per far ripartire la cartiera ex Burgo.

Scarti di lavorazione. Bocciatura che il presidente della Provincia Alessandro Pastacci non intende ignorare, anzi considera «elemento fondamentale» nella valutazione (che ora toccherà alla Conferenza di servizi) della domanda di “modifica non sostanziale” all’autorizzazione integrata ambientale (Aia) rinnovata nel giugno 2014 alla Burgo, inoltrata da Bruno Zago il 30 dicembre 2015 a Provincia, Regione e Comune. Istanza che prevede tra le altre cose che il termovalorizzatore già esistente, pur mantenendo le stesse capacità di trattamento autorizzate a Burgo (80mila tonnellate l’anno), non bruci più fanghi di disinchiostrazione ma «scarti della separazione meccanica nella produzione di polpa da rifiuti di carta e cartone - si legge nella relazione tecnica - e scarti di fibre e fanghi contenenti fibre, riempitivi e prodotti di rivestimento generati dai processi di separazione meccanica sia prodotti dallo stabilimento, sia provenienti da altri stabilimenti del Gruppo Pro-Gest». Mentre nel rinnovo Aia datato 23 giugno 2014 si legge tra le prescrizioni: «Non è consentito alimentare il termovalorizzatore con fanghi di processo o altri rifiuti combustibili provenienti dall'esterno del sito, compresi quelli prodotti da altri insediamenti industriali di Burgo Group».

Disagio lavorativo. Questione non da poco che sarà in cima all’ordine del giorno della Conferenza di servizi che sarà convocata nel giro di un mese dall’Amministrazione provinciale: «Da mesi stiamo verificando tutte le implicazioni insieme ai tecnici del Comune - spiega Pastacci - Tenendo conto del fortissimo disagio lavorativo vissuto da quel sito negli ultimi anni è importante che vengano valutate tutte le implicazioni che riguardano l’ambiente e la salute dei cittadini. La nostra azione non può, quindi, che essere collegata con il Comune di Mantova che è un interlocutore fondamentale in questa partita e le sue posizioni saranno elementi da tenere in grande considerazione».

Qualità dell’aria. Insomma, anche se l’ultima parola spetta a Palazzo di Bagno, il presidente a quanto traspare non ha intenzione di ignorare i veti posti dall’Amministrazione di via Roma, di centrosinistra come la sua: «Visto il momento difficile - aggiunge Pastacci - per la nostra qualità dell’aria, è chiaro che dovrà esserci una riduzione delle emissioni rispetto alla precedente produzione altrimenti non centriamo l’obiettivo fondamentale: la città necessita di un continuo miglioramento ambientale».

Un’alternativa. Ma Murari non si ferma al termovalorizzatore e propone a Pro-gest anche di valutare la fattibilità di quell’alternativa al Turbogas che passa da Enipower.

Vecchie autorizzazioni. Il gruppo trevigiano ha, infatti, chiesto anche di poter sostituire le due vecchie caldaie datate anni sessanta attualmente autorizzate (e questo significa che potrebbero essere messe in funzione anche domani con l’impatto ambientale che ne conseguirebbe) con una centrale di cogenerazione, alimentata a metano dalla rete, costituita da due turbogas «della potenza nominale di 11,43 Megawatt elettrici ciascuno ad emissioni inquinanti ridotte».

Nuove esigenze. Questo da un lato «per adattare le strutture e gli apparati alle mutate esigenze di produzione (non più carta da giornale ma cartoncino da packaging, ndr.)» e dall'altro per «migliorare le perfomance energetiche ed ambientali» dello stabilimento garantendone al contempo l’autosufficienza energetica.

Enipower. «Chiederemo all’azienda - spiega l’assessore - la disponibilità ad approfondire con noi, con la Provincia e con Enipower la possibilità tecnica che sia la stessa Enipower a fornire il vapore e l’elettricità necessari al funzionamento della cartiera».

Nuovo iter. In via Roma come anche a Palazzo di Bagno non viene poi escluso che a questo punto sia necessario un nuovo iter autorizzativo per la cartiera. Ovvero: non una modifica “non sostanziale dell’Aia” come ritiene Pro-Gest, ma una nuova Aia se non addirittura una Valutazione di impatto ambientale (Via) dell’intero stabilimento. «I tecnici del Comune sono al lavoro per appurare qual è l’iter autorizzativo più corretto - aggiunge Murari - Ovvero: se quanto richiesto comporta una modifica sostanziale o meno dell’Aia e se possa essere o meno necessaria una nuova procedura di Via. Inoltre, gli uffici stanno approfondendo lo studio sulla ricaduta delle emissioni presentato dall’azienda insieme all’istanza di riesame con voltura dell’autorizzazione integrata ambientale».

La revisione. E Pastacci conferma che anche in via don Maraglio sono in corso ulteriori valutazioni tecniche per approfondire «se è sufficiente una revisione dell’Aia». Tutto questo nella consapevolezza di entrambi «dell’importanza del progetto - concludono - da un punto di vista produttivo e occupazionale».

Posti di lavoro. Pro Gest punta a produrre nello stabilimento disegnato da Nervi 405.650 tonnellate all’anno di cartoncino ottenuto con materia prima riciclata. Cento gli addetti che dovranno essere assunti.

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