Mantova. Fava, Carra e la nutria politica

Dibattiti contro a Marcaria: così il roditore diventa una bandiera

MANTOVA. Dagli alla nutria. Impazza sul web la storia di Angelica (intervistata da Libero), personaggio romanzesco già di suo, in bilico tra slanci e contraddizioni: vegana e vicedirettore di un fast food. Talmente amante degli animali da aver adottato una nutria, che adesso coccola e vizia come fosse una figlia. Anzi, è anche meglio, assicura Angelica, dichiarando che la stressa molto di più il pianto di un bambino del latrare ininterrotto di un cane. Contenta lei. Dice anche che sarebbe felice se potesse fare un figlio sapendo che nascerebbe topo, ma a questo punto il tono della chiacchierata da osteria (con la nutria al tavolo, avvolta in una copertina rossa) deraglia nel grottesco.

E contro il grottesco non si può nulla, solo alzare le braccia in segno di resa. Alla storia di Mariah, la nutria domestica, fa da contraltare la parabola della nutria politica di Marcaria: così il castorino cessa di essere un roditore per assurgere a simbolo carico di valori. La maternità traslata di Angelica e l’esuberanza muscolare di chi sale sul dorso del castorino (in senso figurato) per affermare se stesso. Vero, il problema è serio – le nutrie sbranano i raccolti – e la materia aggrovigliata, ma l’analisi simbolica va oltre. La prima smagliatura fu la derubricazione della nutria da specie selvatica a specie col punto interrogativo, e ora secondo alcuni la toppa rischia di essere peggio del buco: l’allegato ambientale alla legge di stabilità comanda che la nutria sia tenuta a freno utilizzando i metodi ecologici (incruenti) impiegati per la fauna selvatica. Su parere dell’Ispra. Aiuto.

È in questa cornice mossa che s’inserisce la contesa di Marcaria, dove succede che il sindaco (facente funzioni) Carlo Alberto Malatesta ha invitato a parlare del problema l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava (Lega Nord), i consiglieri Andrea Fiasconaro (M5S) e Marco Carra (Pd), il presidente della Provincia Alessandro Pastacci (Comunità e territori), i presidenti delle due associazioni di categoria Matteo Lasagna (Confagricoltura) e Paolo Carra (Coldiretti).

L’appuntamento è lunedì 11 gennaio alle 21 nella sala civica di Campitello. Niente invito per l’altro Marco Carra, il deputato del Pd, che d’istinto ha convocato una contro-iniziativa, giocando d’anticipo: sabato 9 gennaio alle 9.15 nella stessa sala civica, con il sottosegretario alle Riforme Luciano Pizzetti. Altro dettaglio non irrilevante, a Marcaria il Pd è in maggioranza.

«Un’iniziativa davvero costruttiva avrebbe coinvolto tutta la filiera istituzionale, a partire dal livello di chi legifera – rivendica il Carra deputato – Cosa c’è dietro? Non vorrei buttarla in politica, ma la verità è che si vuole offrire un megafono alle solite sbraiate dell’assessore regionale Gianni Fava. Si sta già posizionando in vista della prossima scadenza elettorale». «Non sono l’unico ospite della serata – ribatte Fava – l’omonimo di Carra è consigliere regionale del Pd e il presidente della Provincia Pastacci è sostenuto dallo stesso partito. Gli appuntamenti non sono due, c’è solo il confronto di lunedì, l’altro è un comizio pre-elettorale». Meno nutrie per tutti. (ig.cip)

 

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