Oggi, martedì 12, il vertice dal ministro Guidi su Versalis

I sindacati avranno di fronte anche l’ad Descalzi: l’obiettivo è bloccare la vendita al fondo SK Capital

MANTOVA. E’ un giorno importante per la chimica e per Mantova. Oggi, martedì 12 gennaio, alle 16 i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e dei sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil incontrano a Roma il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi e l'amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi per affrontare il tema rovente del futuro della chimica italiana.

È quanto ricorda la Cgil in una nota «a fronte della recente decisione di Eni di dismetterla con i suoi stabilimenti di Porto Marghera, Ferrara, Mantova, Ravenna, Brindisi, Priolo, Ragusa, Porto Torres, il Centro ricerche (circa 6000 i lavoratori coinvolti tra diretti e indiretti)».

Nello stesso giorno è previsto un presidio dei lavoratori sotto la sede del ministero dello Sviluppo Economico. La rappresentanza sindacale unitaria della Versalis di Mantova sarà presente al presidio con una dozzina di persone.

Il sindacato spiega di volere «contrastare il piano di Eni che prevede la cessione di quote di maggioranza detenute da Versalis (il braccio chimico del “cane a sei zampe”, ndr.) ad un fondo finanziario SK Capital, del tutto inadeguato di fronte all'impegno richiesto dall'acquisto di Versalis stessa: infatti i numeri, e non le parole, dicono che SK Capital ha investito 1,5 miliardi dal 2009 ad oggi, mentre solo per l'acquisto di Versalis dovrebbe investire una cifra analoga» .

«Torna la “maledizione della chimica italiana”, denunciano Cgil, Cisl e Uil- devastata negli anni Novata dall'intreccio perverso tra affari e politica, spezzettata nel corso degli anni, ed ora sottoposta alla vendita di quel che è rimasto in favore di un fondo che non ha nè consistenza finanziaria, nè tantomeno storia nella chimica.

«Inoltre il presidente del consiglio Matteo Renzi - attaccano i sindacati - dovrebbe spiegare agli italiani come sia stato possibile presentarsi alla conferenza sul clima di Parigi, forte dei propri campioni nazionali di sostenibilità - Eni in testa - pur nella piena consapevolezza che i possibili subentranti escludono investimenti nella chimica verde per concentrarsi esclusivamente in quel che resta della chimica tradizionale, con un forte rischio di spezzettamento dell'azienda. L'Italia, senza Versalis sotto il controllo dell'Eni, non sarà in grado di adeguare il proprio processo produttivo in senso green e sarà costretta ad importare questi prodotti sostenibili: altro che modernizzazione del paese».

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