Smog a Mantova: nel 2016 già 6 giorni in apnea

Una centralina di rilevamento dell'Arpa

MANTOVA. Niente di nuovo sotto il cielo di Mantova né, allargando lo sguardo, sotto quello lombardo: illusi da due annate dal temperamento umido e capriccioso, quasi tropicale nella violenza delle piogge, abbiamo dovuto archiviare un 2015 nerofumo. Colpa dell’alta pressione tornata a sigillare la pianura e schiacciare gli inquinanti nel catino della Valpadana, ma prendersela col bel tempo non basta.

«Continuiamo a denunciare un’insufficiente presa in carico del problema smog da parte dell’istituzione regionale – il commento di Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – non c’è solo un problema di insufficienza delle azioni di controllo e repressione, manca il necessario slancio verso misure che affrontino la riduzione alla fonte delle emissioni, stabilendo obiettivi di drastica diminuzione del traffico automobilistico nonché di messa al bando dei combustibili più inquinanti nel riscaldamento domestico».

Messi in fila da Legambiente fino al 20 dicembre 2015, e completati attingendo all’archivio di Arpa, i dati dicono che l’anno scorso Mantova ha collezionato 87 giorni di micropolveri oltre il limite di 50 microgrammi per metro cubo (contro i 35 tollerati dall’Unione Europea): nel 2014 i giorni da cerchiare in nero sul calendario erano stati 59, nel 2013 83. A conti fatti, lo scivolone è doppio. Sotto quale stella è cominciato il 2016? Un astro appannato, considerando che fino a domenica scorsa la catena dello smog misurava già sei giorni.

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