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Nuove sovrintendenze, la sede sarà a Mantova

Il ministro Franceschini spiega la riforma: una voce unica, stop ai tre enti separati. E annuncia: «L’area che comprende Cremona e Lodi avrà la testa al Ducale»

Enrico Comaschi
2 minuti di lettura

MANTOVA. «Una voce unica per parlare con i Comuni». Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha annunciato così, dal palco del Bibiena, il superamento della vecchia divisione delle sovrintendenze che tanti incubi e nevrosi ha provocato, in passato, a sindaci, imprenditori e semplici cittadini che avevano bisogno di un’autorizzazione.

«Abbiamo ridisegnato e rafforzato i presidi di tutela - ha detto il ministro - semplificando il rapporto tra cittadini e amministrazione. Le nuove soprintendenze, che saranno 41, parleranno con voce unica riducendo tempi e costi burocratici. Prima un sindaco aveva una risposta da una sovrintendenza, che magari veniva poi smentita da un’altra sovrintendenza: ora i problemi ed i conflitti di competenza vengono gestiti a monte, al ministero: questo significa che nessuno può tornare indietro su un parere o una valutazione. Quando un sindaco riceve un via libera può star certo che è un via libera».

Il ministro ha annunciato che Mantova sarà il riferimento della sua area geografica: «In particolare, la Sovrintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova avrà sede proprio a Mantova».

Applausi convinti della platea di sindaci e amministratori pubblici, finalmente affrancati da Brescia.
Franceschini ha iniziato il suo intervento spiegando che, dopo anni di magra, il governo Renzi ha rilanciato sulla cultura: «A lungo abbiamo avuto il problema dei tagli alla cultura, con il risultato di un progressivo dimezzamento dei fondi. Oggi questa tendenza è stata invertita e possiamo camminare a testa alta. Quest’anno il ministero dei Beni culturali avrà un bilancio in crescita del 27%. Abbiamo scelto di investire sulle biblioteche, sugli archivi, sugli spettacoli. Assecondando un’intuizione del presidente del consiglio abbiamo deciso di puntare forte sulla cultura e di investire sui giovani. Dopo gli attentati di Parigi abbiamo fatto la scelta di mettere un euro in cultura per ogni euro in sicurezza. Perché non dobbiamo dimenticare che la cosiddetta industria della creatività, escludendo la moda, vale in Italia più delle stesse telecomunicazioni. Un provvedimento decisivo per promuovere la cultura è sicuramente l’Art bonus: il nostro è il più efficace d’Europa e dà agli imprenditori la possibilità di sostenere la cultura ricevendo dei benefici fiscali importanti».

Venendo alla nomina di Mantova a capitale della cultura, il ministro ha parlato di grande occasione: «Ritengo che il percorso delle capitali della cultura sia importantissimo, e Mantova inaugura la serie. Lunedì indicheremo la capitale 2017 per dare continuità e offrire ai sindaci la possibilità di organizzarsi al meglio. La nostra intenzione è di avviare un meccanismo virtuoso, nell’ambito del quale anche per chi non vince si aprono importanti opportunità. Comunque fa davvero piacere a tutto il Paese che Mantova sia la capitale italiana della cultura per quest’anno, perché è una città davvero straordinaria. Addirittura, da ferrarese, ma per il solo 2016 - ha concluso con il sorriso Franceschini - riconoscerò che i tortelli di zucca sono superiori ai cappellacci con la zucca».
 

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