Capitale dei volontari. Impegno per 17mila

E un mantovano su tre sostiene un’organizzazione: la mappa

MANTOVA. C’erano una volta l’oratorio e la sede di partito a mediare il desiderio di partecipazione, dando un perimetro all’educazione politica e sentimentale. Perimetro spesso liquido, con travasi di campo in entrambe le direzioni (nulla di scandaloso). Altri tempi. Altre certezze a cui puntellare il proprio stare al mondo.

Oggi che la geografia sociale s’è rovesciata, le relazioni s’annodano e si sciolgono nella bolla virtuale del web, e la crisi ha corroso i vecchi modelli di consumo, è attraverso il volontariato che sembra esprimersi il desiderio di partecipazione alla vita collettiva e reale. Il bisogno di lasciare una traccia di sé, che intreccia diverse pulsioni. Altruismo militante, imperativo etico, qualche briciola di vanità (il piacere di sapersi fortunato e pensarsi buono). Con la politica politicante s’intrattiene un rapporto di cordiale diffidenza, ma risorse e contesto sollecitano a collaborare con le amministrazioni locali.

E se il valore civico di un territorio si misura dal peso specifico del volontariato, allora Mantova se la passa alla grande. Consultando la banca dati del Csvm – il Centro di servizio per il volontariato mantovano – si contano 3.206 realtà. Aggiornato al 31 dicembre 2015, il dato somma insieme organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e senza scopo di lucro (iscritte e non ai rispettivi registri regionali), cooperative sociali, associazioni generiche, fondazioni, gruppi informali, pro loco e altre tipologie. Galassia composita, tenuta assieme dal cemento della gratuità, dal gesto quasi rivoluzionario di chi dona tempo e competenze. Quasi rivoluzionario perché oggi tempo e competenze sono la “merce” più preziosa che si conosca.

Per la distribuzione geografica delle associazioni nei sei distretti di Asola, Guidizzolo, Mantova, Ostiglia, Suzzara e Viadana si rimanda alla tabella pubblicata in cima di pagina. A dare ulteriore spessore al fenomeno del volontariato, ecco altri due dati, riferiti alle sole associazioni iscritte ai registri (le uniche per le quali è possibile recuperare le informazioni puntuali): 143.264 i soci e 17.779 i volontari attivi negli anni 2013/2014. Numeri da esercito. La robustezza della truppa risalta nel rapporto con i 408mila abitanti in provincia di Mantova (fonte Istat 2012): 1 mantovano su 3 sostiene un’organizzazione di volontariato e il 4% di tutta la popolazione partecipa attivamente alla vita associativa. Quanto un grosso paese.

I numeri del volontariato

Mantova va forte, ma il valore civico del territorio non si esprime solo nella muscolarità dei numeri, il rischio è quello della frammentazione, delle piccole gelosie di bandiera (anche in buona fede) che moltiplicano gli sforzi e fanno perdere aderenza con il territorio. Soprattutto nel momento storico attuale, con la crisi socio-economica che si è cronicizzata sfilacciando la trama dei rapporti e comprimendo l’orizzonte. Per questo la Commissione regionale per la progettazione sociale in Lombardia incoraggia le reti territoriali, la collaborazione tra istituzioni locali e organizzazioni di volontariato perché insieme possano leggere i bisogni della comunità e individuare le soluzioni. Punti di ascolto, sportelli, corsi di lingua, doposcuola: il ventaglio è ampio.

Il rischio – avverte il presidente del Csvm e di Csvnet Lombardia, Attilio Rossato – è che, con il welfare in affanno, i Comuni cerchino di metterci una pezza delegando i servizi alle associazioni. Ma il volontariato è un’altra cosa. Occhi aperti.

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