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Unioni civili in consiglio. Aperture dal centrodestra

Questa sera (lunedì) la mozione che dà il via libera alla regolamentazione del registro. Il relatore Provenzano: «Spero in ampie convergenze». Fi: «Voto di coscienza»

di Nicola Corradini
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MANTOVA. «Mi auguro che anche nel centrodestra vi siano convergenze sul tema del registro delle unioni civili. L’obiettivo è salvaguardare dei diritti delle persone come già avviene in quasi tutto l’occidente». Mentre a Roma l’iter del ddl Cirinnà sta prolungandosi molto più del previsto, il consiglio comunale questa sera affronta la questione delle unioni civili sotto un profilo più limitato ma sicuramente concreto per molte persone che vivono assieme senza essere sposati. Quelle che fino a poco tempo fa avremmo definito “coppie di fatto” o “convivenze”.

In aula arriva finalmente, seppur in posizione un po’ defilata nell’ordine del giorno, la mozione redatta da Davide Provenzano, lista civica pro Palazzi, e sottoscritta da consiglieri di tutti i partiti di maggioranza e da M5S e Comunità e territori, che incarica le commissioni consiliari di stendere un regolamento per la costituzione del registro delle unioni civili. Argomento caldo, che già in passato ha creato divisioni all’interno delle forze politiche (i tentativi in aula di istituire il registro sono falliti sia sotto l’amministrazione Brioni sia sotto quella guidata da Sodano) me che oggi approda in via Roma in un contesto differente a livello nazionale.

«Ci sta che un Comune si appresti a dotarsi del registro – dice Provenzano – se il ddl Cirinnà diventerà legge fermeremo l’iter, se non passerà potremo almeno garantire ai cittadini legati da un rapporto di convivenza senza matrimonio effetti pratici e moderni. Penso all’assegnazione degli alloggi, ai sussidi anticrisi e all’iscrizione dei bambini nelle scuole d’infanzia. Questo indipendentemente dal genere sessuale dei due conviventi. Ovviamente il Comune si limita a questo». La mozione dovrebbe trovare il sostegno della maggioranza senza problemi. Ma Provenzano spera in un sostegno anche dai banchi del centrodestra. «Penso a consiglieri come Longfils e allo stesso de Marchi», dice.

Il capogruppo di Fi, Pierluigi Baschieri, spiega che i consiglieri di Fi avranno libertà di voto secondo coscienza. «Dubito tuttavia che si riesca ad affrontare il dibattito lunedì sera (oggi, ndr), visto che l’argomento è al decimo posto nell’ordine del giorno. Serve una seduta ad hoc. Mi chiedo per quale motivo non sia stata messa in discussione anche la mozione del centrodestra». Mozione il cui primo firmatario è Andrea Gorgati: «Siamo a favore del registro, purché gli effetti scattino dopo 3 o 5 anni e non si parli di matrimonio».

Per il capogruppo Pd, Pasetti, «non ci sono problemi nella maggioranza su questi temi. Voglio sperare che si riesca a discutere e a votare subito».

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