La sfida delle due amiche. Ai fornelli ma per lavoro

Da mamme a tempo pieno si reinventano chef a domicilio e per servizi di catering. «Partite in piena crisi. E ora i figli vedono che non siamo sempre a disposizione»

MANTOVA. Raccontano che tutto è nato davanti ai fornelli. A loro piace chiamarla "sintonia del gusto" quella scintilla che da sola è bastata per far nascere una grande amicizia prima e un'avventura professionale di successo poi. «Gusto per la buona tavola che è studio e ricerca ma anche rispetto della tradizione, gusto per il piacere del convivio, per ciò che è bello, semplice e raffinato». Quella di Manuela Bertoni e Alessandra Bresciani è la storia di due donne, di due mamme con un talento per la cucina che a un certo punto decidono di rimettersi in gioco facendo di questa grande passione un lavoro, un'attività che già nel nome, ottenuto dalla fusione dei loro diminutivi, racconta di quella sintonia che da sempre le accompagna: "Cucina da ManuAle". Due donne, due mamme che a piccoli passi ce la stanno facendo destreggiandosi tra impegni da chef a domicilio e servizi di catering per piccoli e grandi eventi.

Ci accolgono nel loro laboratorio di via Daino 3, una super cucina presa in affitto dalla cooperativa L'Albero, per raccontarci di una sfida iniziata «in anni di crisi, con non poca concorrenza e in una realtà non facile, dove la diffidenza all'inizio imperava». Insegnante di sostegno Ale, restauratrice Manu, quando si incontrano circa cinque anni fa a un corso di cucina sono in un periodo di bilanci e di svolte. «Tutte due sposate da giovani, abbiamo entrambe due figli e per anni siamo state mamme a tempo pieno – raccontano – oltre alla passione comune per la cucina siamo cresciute in famiglie molto sensibili ai rituali della tavola, vissuti come atti dovuti a una quotidianità scandita dal buon gusto. Così è scattata la voglia di provare a far qualcosa insieme».

Reinventarsi in una sfida per «noi stesse e con noi stesse» ma anche per i loro figli: «È importante che vedano che la mamma si impegna anche fuori casa, che tutti ci si rimbocca le maniche, che non siamo sempre e solo a loro disposizione». Così sono partite con qualche piccola festa tra amici, qualche cena a domicilio e di volta in volta lo stupore compiaciuto sui volti dei commensali le convinceva che erano sulla strada giusta. «Poi sono arrivati i primi pranzi aziendali e c'è stata un'azienda importante che ci ha sostenuto e incitato a fare questo lavoro».

Intanto i corsi di aggiornamento, le ricerche e gli studi per soddisfare anche palati stranieri e imparare tutto quello che c'è, e non è poco, oltre ai fornelli: allestimenti, design, location da interpretare così come i gusti dei clienti. A non mancare mai è stato il sostegno della famiglia, ingrediente prezioso per consolidare la voglia di continuare a scommettere sulle proprie capacità: «I nostri mariti sono i giudici più severi ma ci hanno spinte a continuare e a fare il grande salto, cioè quello di creare una nostra società, di farne una professione vera».

Ed è iniziata l'avventura di Cucina da ManuAle, fatta di maniche rimboccate sempre e comunque perché il mondo là fuori è spesso in agguato per coglierti in fallo, per dimostrare «che non eravamo due improvvisate». Il primo matrimonio con 120 invitati e l’agitazione alle stelle, la prima mensa aziendale trasformata in una location d'eccezione, gli eventi a Palazzo Te. E tra le piccole e grandi gratificazioni anche i complimenti di una grande chef come Nadia Santini che «non dimenticheremo».

Oggi che sono due professioniste del settore e il successo continua a crescere («e pensare che è stato tutto frutto di un passaparola») ripetono che il segreto è in quelle tradizioni di famiglia che di volta in volta personalizzano, nella cura del dettaglio all’insegna del bello, fresco e buono, nelle loro radici solide come la loro amicizia: «Ogni volta è un po' come se avessimo ospiti a casa nostra». E mentre i loro occhi raccontano la soddisfazione di due donne che non hanno avuto paura a provarci, viene da domandarsi che ansia deve provare chi ora le invita a casa per cena. «A noi basta un buon pane e un buon salame! Lì c'è tutto: tradizione, semplicità genuinità e soprattutto voglia di stare insieme».

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