La prima rapina è al loro bar: arrestati due clienti

Operazione Harry Potter. Il colpo a febbraio al "Grifondoro" con coltello e volto travisato. Bottino: 1.200euro. I carabinieri identificano i banditi in meno di un mese: erano frequentatori abituali

VOLTA MANTOVANA. Per portare a termine la prima rapina della loro vita hanno scelto il loro bar, quello che frequentano regolarmente e da tempo. Una scelta sicura, secondo il loro punto di vista: conosciuti zona, locali e vie di fuga. Impossibile fallire.

E invece la loro scarsa professionalità e la troppa sfrontatezza li ha portati direttamente in carcere dopo appena un mese dal colpo. Nei guai sono finiti due disoccupati, un italiano di 41 anni, L. P., residente a Volta Mantovana e un marocchino di 30 anni, N.M., domiciliato a Monzambano.

Entrambi sono accusati di rapina a mano armata in concorso ai danni del bar sala slot Grifondoro di Volta Mantovana avvenuta il 10 febbraio. Gli arresti sono stati compiuti dai carabinieri della compagnia di Castiglione delle Stiviere diretta dal capitano Simone Toni, in collaborazione con i colleghi delle stazioni di Volta Mantovana e Monzambano.

I due arrestati e il coltello usato nella rapina

Un’operazione che è stata denominata “Harry Potter” dal nome del bar rapinato. Secondo gli investigatori l’autore materiale del colpo, che fruttò 1.200 euro, è il magrebino, che la sera del 10 febbraio aveva fatto irruzione nel bar: volto travisato da una sciarpa e in mano un coltellaccio con lama di 12 centimetri. Sempre secondo gli inquirenti il via libera glielo aveva dato poco prima l’italiano, che aveva trascorso parte della serata all’interno del bar in attesa del momento migliore per dare l’okay al complice. Intorno all’una e trenta di notte è arrivato il disco verde: l’italiano è uscito dal locale e ha fatto un cenno al magrebino. Tutto questo sotto gli occhi elettronici del sistema di videosorveglianza.

E da lì sono partite le indagini che hanno messo il collegamento l’italiano con il misterioso straniero, grazie anche alla banca dati delle due stazioni dei carabinieri e ad altri filmati delle telecamere che avevano registrato contatti tra i due all’interno del bar nei giorni precedenti la rapina. Secondo i militari quello dei due era sicuramente il primo colpo della loro vita, ma che in caso di successo avrebbe dato il via ad una serie di altre irruzioni.

Rapinatore maldestro, il marocchino, tant’è che durante la fuga era inciampato sulla porta ed era caduto perdendo il coltello e parte della refurtiva. Nel portare a termine l’arresto dell’italiano i carabinieri hanno dovuto abbattere la porta della sua abitazione perché l’uomo alla vista dei militari si era barricato in casa. Nell’appartamento del marocchino i carabinieri hanno rinvenuto il coltello presumibilmente utilizzato per compiere la rapina.

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