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I risicoltori chiedono un taglio alle importazioni

"Il mercato – ha spiegato Carlo Petrobelli, presidente della sezione economica riso di Confagricoltura – vive alcune situazioni di difficoltà. Per la tipologia di riso Lungo B stanno arrivando dall'estero grossi quantitativi di prodotto a dazio zero, proveniente da paesi extracomunitari".

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MANTOVA. Era gremita la sede Confagricoltura di Roncoferraro, che ha ospitato il convegno su “La risicoltura a Mantova, novità tecniche e opportunità del Psr”. La mattinata (venerdì 11 marzo) è stata utile ai produttori per capire quali siano le principali difficoltà del mercato, come affrontare la minaccia che arriva da parassiti e agenti infettivi e quali risorse metterà a disposizione il nuovo Psr.

«Il mercato – ha spiegato Carlo Petrobelli, presidente della sezione economica riso di Confagricoltura – vive alcune situazioni di difficoltà. Per la tipologia di riso Lungo B stanno arrivando dall'estero grossi quantitativi di prodotto a dazio zero, proveniente da paesi extracomunitari. Grosse quantità a basso prezzo che spostano dunque la produzione da Lungo B a Lungo A, la varietà più diffusa da noi. Così però si crea squilibrio nel mercato. Per il 2016 chiediamo un equilibrio produttivo nelle semine tra Lungo A e Lungo B, ma soprattutto una limitazione delle importazioni».

Dopo Simone Silvestri, tecnico dell'ente risi, che ha fornito una panoramica sulle ricerche contro gli agenti infettivi, a parlare è stato Massimo Battisti, vicedirettore di Confagricoltura: «Il Psr da qui fino al 2020 propone alcuni interessanti finanziamenti. La misura 4.1 fornisce 310 milioni per investimenti di efficienza energetica e salvaguardia di suolo, acqua e aria, la misura 10 invece riguarda l'agroambientale ed è di 492 milioni. Interessante la misura 11 sul biologico, un settore in fortissima espansione”. (n.a.)

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