Città a portata di telefonino. E la app chiama nei musei

È in corso la mappatura digitale di tutto il patrimonio artistico e dei servizi. Turista distratto? Appena passa davanti a un’attrazione suona la sveglia

MANTOVA. Da Expo Milano 2015 a Mantova capitale italiana della cultura 2016. Sembra quasi normale per Fabbricadigitale, azienda di Casalmaggiore che ha nel nome la sua mission, passare da un evento che ha avuto puntati addosso gli occhi del mondo ad un altro che anela a tanto. Il filo che li lega è la tecnologia che Fabbricadigitale ha fornito con successo all’esposizione universale e che si appresta a riversare, riveduta, corretta e potenziata, sulla città virgiliana. Un crescendo digitale che ha portato Mantova ad essere, parola di Francesco Meneghetti, amministratore delegato dell’azienda casalasca, «la prima città al mondo a sperimentare la ‘Phigytal experience’, l’unione dell’aspetto materiale della presenza di una persona in un luogo con il supporto di strumenti digitali che l’aiuta a vivere quel posto».

Tutto comincia a Milano dove l’azienda ha garantito la funzionalità tecnologica di Expo «con un’unica piattaforma di tecnologia italiana - spiega Meneghetti - che forniva informazioni ai visitatori attraverso applicazioni su telefonini, totem e web». Quando Mantova ha vinto il titolo di capitale della cultura il sindaco Palazzi ha pensato subito a qualcosa di innovativo da importare in riva ai laghi e l’esperienza milanese gli è sembrata l’ideale. «Ha saputo che eravano noi gli artefici – ricorda Meneghetti – e ci ha contattato. Noi siamo stati ben felici di collaborare e abbiamo proposto uno step evolutivo, decidendo di trasferire a Mantova questa nuova forma più innovativa di Phygital experience».

Cerca di entrare nel dettaglio: «Tutto avviene attraverso una mappatura di tutte le risorse della città, dai monumenti alle piazze, dagli eventi all’arredo urbano, ai servizi pubblici, compresa la parte commerciale come negozi e ristoranti. Noi censiamo tutto il patrimonio della città nei suoi vari aspetti e lo carichiamo su una piattaforma unica per poi fornirlo ai turisti, ai cittadini e ai pendolari, le tre categorie a cui ci rivolgiamo».

Ne deriva una app per smartphone e tablet capace di dare all’utente qualsiasi tipo di informazione multimediale sul luogo in cui si trova. «Con quell’applicazione ognuno, anche disabile, troverà testi, foto e video su ciò che più gli interessa di quello che gli sta intorno, sia come luoghi da visitare che eventi a cui partecipare».

La app, oltre che condurlo in giro per la città e fargli raggiungere, ad esempio, Palazzo Te, gli fungerà da guida turistica, lo assisterà durante la sua visita sia all’interno che all’esterno «perché tutto gli comparirà sul cellulare. Non solo. Se con lo smartphone inquadra un affresco o un quadro, gli apparirà una scheda completa: è la cosiddetta realtà aumentata che consente a ciascuno di avere tutte le informazioni necessarie su un determinato bene». Un’esperienza simile a quella che si può vivere in molti musei nel mondo.

E se un turista sbadato passa vicino al Ducale o a qualche altro palazzo di interesse storico-artistico e non se ne accorge, sarà l’intelligenza artificiale del telefonino a «svegliarlo» comunicandogli che cosa si sta perdendo. Chi non dispone di uno smartphone potrà sempre ricorrere ai totem (cinque o sei) che verranno allestiti nelle principali piazze e vicino ai monumenti più importanti.

I lavori di Fabbricadigitale già fervono; il bando di gara emesso dal Comune per trovare qualcuno che pareggiasse la sua offerta (servizi per 209mila euro e diecimila euro cash in cambio di spazi pubblicitari nei contenitori digitali, e cioè pagine app e totem) è andato deserto, per cui tocca all’azienda casalasca sperimentare e innovare partendo da Mantova. Il tutto dovrà essere pronto per il weekend del 9 e 10 aprile prossimi, quando ci sarà la presentazione alla città di questa tecnologia fortemente innovativa: «Il 10 aprile – annuncia Meneghetti – esordiremo con una caccia al tesoro». Che sarà rigorosamente Phigital.

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