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Sant’Anselmo, via alle celebrazioni per il patrono

Fedeli in coda davanti all’urna, venerdì 18 in duomo la messa del vescovo

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MANTOVA. Cerimonia semplice e breve giovedì pomeriggio in Duomo. Il pannello che copriva l'urna con le spoglie di sant'Anselmo, come avviene da tempo remoto ogni 17 marzo, è stata tolta e i fedeli hanno potuto avvicinarsi al vetro per venerare il corpo incorrotto del patrono della città. Solo una trentina di fedeli, ma il parroco della Cattedrale, l'officiante don Alfredo Rocca, ha assicurato del tutto normale che all'apertura dell'urna il numero dei presenti sia contenuto, e che il giorno clou di affluenza è sempre il 18, venerdì, giorno della festa del santo (messa alle 18 e alle 19.30 in curia ricevimento delle autorità civili e militari).

La partecipazione è stata comunque intensa: i convenuti si sono portati dalla navata e dai transetti, passando per la crociera, verso il coro, e alcuni, inginocchiandosi sui gradini dell'altare, si sono raccolti in silenziosa preghiera. Poco prima, col turibolo che spargeva nell'aria il profumo d'incenso, le note dell'organo di timbro grave e le parole in latino di don Rocca, l'atmosfera era quella senza tempo, della fede. Vissuto ai tempi di Matilde di Canossa, il nostro santo (milanese, nato a Baggio nel 1036 circa, fu vescovo di Lucca) ha un omonimo coevo, Anselmo d'Aosta (nato nel 1033 circa), che fu arcivescovo di Canterbury.

E come in Italia abbondarono i dissapori tra papa Gregorio e l'imperatore Enrico, oltre la Manica l'altro Anselmo ebbe i suoi problemi col re inglese Guglielmo. Peccato, anche, che i calendari ignorino, il 18 marzo, in nostro Anselmo. (scud)

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