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Altre noie per i lavori al Podestà

La sovrintendenza boccia la scala per la torre. «Ma così il cantiere non si sblocca»

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MANTOVA. Un duro colpo inferto al recupero, alla valorizzazione e al riuso del Palazzo del Podestà. Così, senza mezzi termini, in Comune a Mantova vengono definite le prescrizioni al progetto dell’archistar Rota imposte dal segretariato regionale del ministero beni culturali.

A far venire brutti pensieri all’amministrazione Palazzi è lo stop imposto alla costruzione della scala interna alla torre delle ore e all’utilizzo degli scantinati dell’edificio storico come locali per ospitare gli impianti tecnici e antincendio. Il divieto di costruire la scala interna che consentirebbe di raggiungere la sommità della torre che, nelle intenzioni del Comune, dovrebbe diventare uno dei belvedere della città (l’altro sarebbe la torre della Gabbia), è quello che più pesa. Il sindaco Palazzi è categorico: «Se non si sblocca l’utilizzo del piano superiore - afferma - viene inficiato l’utilizzo dell’intero palazzo e la sostenibilità economica dell’operazione di recupero».

Di qui la richiesta, già partita, alla sovrintendenza per i beni paesaggistici e architettonici di riunire al più presto il tavolo tecnico per esaminare le prescrizioni e trovare una soluzione su tutte le parti del progetto in discussione. Nel testo inviato dalla sovrintendenza al Comune si legge che «non si autorizza la realizzazione della scala all’interno della torre di piazza Broletto, in quanto opera invasiva, prevista a sbalzo e in scasso delle murature». Impedire la costruzione della scala (a questo punto, anche di un l’ascensore) significa togliere la possibilità di utilizzare la torre come punto di incontro di cittadini e turisti in un luogo da cui ammirare la città dall’alto, magari sorseggiando una bibita o un caffè dopo aver visitato una mostra ricavata negli spazi espositivi sottostanti. Non meno preoccupante è il no all’utilizzo delle cantine come locali tecnici e l’invito a «individuare una localizzazione più adeguata» per gli impianti antincendio, elettrici, di riscaldamento e di raffrescamento. La sovrintendenza, infatti, scrive nella sua «autorizzazione con prescrizioni» che «non si autorizzano le nuove aperture sul prospetto e sulle murature interne, in quanto incompatibili con le caratteristiche architettoniche e strutturali». Il problema è che un palazzo ad uso pubblico come diventerebbe il Podestà, senza impianti antincendio all’interno non sarebbe accessibile ai visitatori.

L’unica nota positiva per Comune e progettista è l’ok al vano scale, con ascensore, che sarà ricavato tra il Podestà e Palazzo della Ragione, in grado di servire entrambi i monumenti (il secondo per la sua nuova funzione di auditorium). «Vengono autorizzati - si legge - le soluzioni progettuali che prevedono, su via Giustiziati, l’uscita della scala in sommità e il gioco di pannelli in legno e, su piazza Erbe, la soluzione diaframma verde», cioè, la parete di verde verticale prevista tra i due palazzi. (Sa.Mor.)

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