Versalis verso la cessione «Garanzie o niente Sk»

«Versalis non è la chimica italiana. Rappresenta l’8% della chimica italiana». L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, illustra il nuovo piano strategico della società in Parlamento

MANTOVA. «Versalis non è la chimica italiana. Rappresenta l’8% della chimica italiana». L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, illustra il nuovo piano strategico della società in Parlamento e risponde così a deputati e senatori delle commissioni riunite Attività produttive che lo ascoltano in audizione e fa il punto sulle trattative per la vendita di una quota di Versalis.

«Non so se si chiuderà con Sk, ma se non ci sono le garanzie finanziarie neanche morti, non si chiude». Il negoziato economico finanziario, spiega poi, durerà ancora «3-4 settimane». «O si fa bene - aggiunge - o non si fa e se non si fa cercheremo di rifare la gara». Nel caso non si trovasse un acquirente, poi, l'Eni terrebbe la società, ma «1,5 miliardi da investire non li abbiamo». E ancora: «Se guardiamo al futuro bisogna guardare al passato dove c’è stato un disastro. Abbiamo tolto miliardi da business che andavano bene» per metterli nella chimica, «per questo Versalis deve essere cambiata e ristrutturata».

Molto critico sull'audizione il parlamentare mantovano di M5S Zolezzi: «Descalzi conferma la cessione delle quote di controllo di Versalis al fondo SK Capital» e le sue rassicurazioni «suonano in realtà come un mettere le mani avanti su una operazione dall'esito ancora incerto e testimoniano come questi mesi di limbo del settore e di mancanza di informazioni dirette non sono serviti neanche a chiarire le idee a Descalzi stesso. E' scandaloso che si sprechi tempo e un patrimonio pagato da tutti gli italiani, sulla pelle dei lavoratori e su un settore che ben governato potrebbe rappresentare il futuro della chimica italiana». Secondo Giovanna Martelli (Sinistra Italiana) Eni «non chiarisce ancora una volta in che misura si vuole procedere alla cessione e non si sono affrontati gli aspetti legati al piano industriale ed al conseguente mantenimento dei livelli occupazionali» quindi «si rendono, di fatto, inefficaci gli impegni assunti dal Governo in sede di approvazione della risoluzione in Commissione Attività Produttive della Camera e riguardante l'investimento di Eno nella chimica».

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