Mantova Capitale: dopo la Cultura, la Gastronomia

Presentato il progetto europeo “Erg 2017”: con Mantova anche Bergamo, Brescia e Cremona

MANTOVA. Se il 2016 vede Mantova capitale italiana della Cultura, il 2017 la vedrà capitale europea della Gastronomia. Non da sola, certo: assieme a Bergamo, Brescia e Cremona, all’atto pratico la Lombardia Orientale. «Un posto unico al mondo» ha detto lunedì 11 marzo l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Fava, aprendo la presentazione di Erg (European Region of Gastronomy) nel padiglione della Lombardia al Vinitaly. Un’apertura come padrone di casa, non come partecipante al progetto, che fa capo, invece, alla direzione generale Turismo, del Pirellone. A dire il vero, ieri i sindaci in coro - c’erano Giorgio Gori per Bergamo, la vice sindaca LauraCastelletti per Brescia, Gianluca Galimberti per Cremona e Mattia Palazzi per Mantova - hanno chiesto che l’assessorato agricolo salga in corsa sul carro, in quanto, si è detto «dietro alla Gastronomia ci sono i produttori, quindi non ci si può limitare all’aspetto turistico». Fava, pur apprezzando molto il progetto, non è sembrato tuttavia propenso ad accettare.

Quello di Erg è un percorso avviato nel 2015 e che, in vista del prossimo anno, vivrà nel 2016 un momento di coinvolgimento degli operatori di settore ad anche un primo evento: a Bergamo, in piazza Dante, in collaborazione con l’associazione di volontariato Signum, aprirà Domus Bergamo, uno spazio-vetrina per i prodotti enogastronomici delle quattro province coinvolte (oltre alla Regione e ai Comuni, sono partner le quattro Camere di commercio e l’Università di Bergamo) dove ogni settimana sarà ospite un ristoratore di una delle province interpretando anche in modo incrociato le rispettive tradizioni culinarie. Un’esperienza che si vorrebbe anche esportare nelle altre tre città. La Lombardia orientale, d’altra parte, conta su 25 vini Docg, Doc o Igt, 25 tra prodotti Dop e Igp, 22 ristoranti stellati Michelin. L’obiettivo di Erg è utilizzare l’enogastronomia per incrementare il turismo.

«C’è un nesso diretto tra cibi, vini e cultura - ha sottolineato Palazzi -: si va in giro per vivere delle esperienze, scoprendo le città e i territorio nei loro diversi aspetti, dalla cultura alla vivibilità, dalla storia alle produzioni tipiche e, quindi, alla cucina». Il sindaco di Mantova ha ribadito l’intenzione di coinvolgere chef da tutta Europa, nell’interpretazione della cucina mantovana rinascimentale, ma anche di quella “di popolo”. Una cultura che, riveduta e rimodernata, verrà riproposta a Palazzo Te e nelle piazze. «La cucina è qualità, ricerca, eleganza - ha concluso Palazzi -, ma significa anche posti di lavoro, e ha patito la crisi meno di altri settori».

«Il cibo - ha sottolineato Gianni Fava - è elemento identitario, il miglior biglietto da visita per questa parte di Lombardia». (l.g.)

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