L'ex sovrintendente inguaia Sodano: "Voleva trattare su Lagocastello"

La mano della 'ndrangheta: l'udienza. Bon Valsassina in aula: «L'ex sindaco voleva incontrarmi con Muto prima della sentenza, rifiutai»

MANTOVA. «Non ci vengo neanche morta, gli ho risposto. Praticamente l'ho mandato a quel paese». Si scusa per il linguaggio informale, ma la priorità è essere chiara, Caterina Bon Valsassina, oggi direttore generale del comparto educazione e ricerca del Ministero dei beni culturali. Ha atteso di sedersi sul banco dei testimoni per otto ore, ma non ha perso né verve né lucidità. Il destinatario della sua risposta, «una rispostaccia», la definisce, è Nicola Sodano, allora sindaco di Mantova.

Processo Pesci, "Sodano voleva trattare su Lagocastello"

Siamo nella primavera del 2012 e l'argomento della conversazione che alla dirigente va subito di traverso è Lagocastello. Il filone corruzione del processo Pesci, che vede alla sbarra Sodano, Antonio Muto, De Lise, Grillo, Bonferroni, Fanini, Zobbi, è stato spacchettato dal faldone principale e spostato a Roma, ma per i pm Claudia Moregola e Paolo Savio, l'affare Lagocastello era il piatto ghiotto per la cosca capeggiata da Nicolino Grande Aracri, attraverso il patto con Muto. E in questo processo deve stare. Non a caso è lei la prima testimone.

Sodano, appunto. Il primo cittadino secondo l'impianto dell'accusa maneggiava per far togliere il vincolo paesaggistico, apposto nel maggio di tre anni prima, che vieta l'edificabilità dell'area sulla sponda sinistra del lago Inferiore, con un danno pesante per le casse dell'amico Muto. Così telefona alla Bon Valsassina, allora Sovrintendente regionale ai beni artistici, per proporle di partecipare a un tavolo tecnico su Lagocastello. Sa, evidentemente, che due righe scritte da lei potrebbero annullare lo schiaffo del no al ricorso appena incassato dal Tar e influenzare il parere del Consiglio di Stato, atteso per il mese successivo.

«Ero io l'unica responsabile dei vincoli. Conoscevo benissimo la vicenda di Lagocastello e il vincolo paesaggistico e storico artistico firmato dal mio predecessore, Mario Turetta, era perfetto, da manuale, con quel richiamo alla Camera degli Sposi del Mantegna. Il Tar aveva fatto bene a confermarlo. Dicevo sempre che quel vincolo era da appendere». Così la pensava, ufficialmente, anche il Comune, che alla Bon Valsassina peraltro non si era mai rivolto, ricorda la storica dell'arte. Ma Sodano, primo cittadino, invece la aggancia. A sorpresa, perché il Comune in quel contenzioso ufficialmente era schierato per mantenere il vincolo. «Mi ha chiamato dicendo che voleva aprire un tavolo tecnico con Cecchi, allora sottosegretario, che comunque non aveva alcuna delega sulla questione, e con la controparte, prima che si andasse al Consiglio di Stato».

Valsassina immagina che «la controparte» sia il costruttore, di cui non sa nemmeno il nome. Non le importa nulla, chiarisce, e va su tutte le furie. «Gli ho risposto che mi metteva in imbarazzo la sua telefonata, che non si sarebbe dovuto permettere di chiamare un organo dello Stato. La posizione del Comune era di sostegno al vincolo e lui mi chiedeva di incontrarci per rivederlo e magari toglierlo. Gli ho ribadito che non ci pensavo nemmeno». Sodano incassò, ricorda la direttrice, e «mi disse che ero stata molto chiara. Non me ne parlò mai più, nonostante per le vicende del terremoto in seguito ci siamo visti spesso».

A Muto, che gli chiedeva conto dei progressi, Sodano la racconta diversa, millantando una mezza vittoria. Ecco quello che si sente in un'intercettazione: «Ho parlato con il soprintendente. Ecco, ecco, sto lavorando e conto di darti una risposta positiva per poi metterci in contatto con Roma per la convocazione del tavolo». Ad accendere i fari sulla stranezza del gesto di Sodano sindaco, c'è anche una lettera del 2008 di Sodano architetto che chiede al ministro Bondi di apporre vincoli su Lagocastello, «infatti era uno strenuo difensore della tutela dell'area» le ricorda Savio, che porta la lettera ai giudici. Poi le elezioni del 2010, l'amicizia con Muto e il cambio di gusti di Sodano diventato sindaco. Bon Valsassina avrebbe potuto liberare Lagocastello? «Certo, ma non ne avevo alcuna intenzione. Né di modificare il vincolo, né di rimuoverlo».

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