Poma, la nuova Urologia. Meno bisturi e più laser

Il dottor Paolo Parma

Procedure mininvasive per le patologie prostatiche: ridotti i giorni di degenza. E contro i tumori alla vescica eseguiti i primi due interventi in laparoscopia

MANTOVA. Prima il taglio era di circa 20 centimetri, oggi basta un forellino venti volte più piccolo. L’Urologia del Carlo Poma apre le porte alla cistectomia laparoscopia, trattamento mininvasivo contro il tumori della vescica. Già operati con successo i primi due pazienti.

La metodica prevede l’asportazione della vescica con attivazione di una derivazione urinaria. I vantaggi per il paziente sono molteplici: prima l’operazione era eseguita in chirurgia aperta, ora in laparoscopia, il che significa intervento più preciso, ripresa dell’attività funzionale e lavorativa più veloce e meno rischi di sanguinamento.

«Con questa nuova metodica – spiega il dottor Paolo Parma, responsabile della chirurgia mininvasiva dell’Urologia del Poma – mettiamo in atto anche il protocollo denominato Fast Track, che si traduce nella dimissione precoce con conseguente riduzione dello stress operatorio. In pratica il paziente viene trattato prima con un’alimentazione particolare e dopo l’intervento con una rialimentazione rapida».

Ma le novità per il reparto di Urologia guidato dal primario Bruno Dall’Oglio non finiscono qui. In questi giorni sono stati resi noti i risultati dell’utilizzo, da circa un anno, del nuovo laser al Tullio, uno strumento che sostituisce il bisturi nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna: meno complicanze, meno giorni di degenza e possibilità di intervento anche su pazienti cardiopatici senza rischio di sanguinamento.

«La patologia in questione – spiega il dottor Parma, che opera al Carlo Poma da più di 15 anni – è molto frequente nei maschi dopo i 50 anni di età. La quarta più frequentemente diagnosticata oltre i 65 anni. Nei centri più specializzati, come il nostro, è stata introdotta la tecnica di disostruzione prostatica con laser. Vi sono diversi tipi di laser. Da circa un anno all’ospedale di Mantova si utilizza il laser al Tullio, uno strumento che permette una minor penetrazione di energia nei tessuti con rapido effetto di vaporizzazione delle molecole d’acqua e di tessuto prostatico».

Il laser Tullio permette di eseguire due diverse tecniche secondo l’energia utilizzata: l’adenomectomia, per prostate piccole, e la vapoenucleazione per quelle di dimensione maggiore».

Il paziente viene ricoverato la mattina stessa dell’intervento con una degenza complessiva di 2-3 giorni. Un altro grande vantaggio, spiegano dal reparto, è quello di poter operare pazienti in terapia anticoagulante senza dover sospendere i farmaci. A questi pazienti l’Urologia del Poma offre un percorso di diagnosi e cura integrato tra urologo, cardiologo e anestesista.

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